Sono arrivati per la prima volta in Sicilia i Cesaroni, nella puntata trasmessa ieri in prima serata su Canale 5. Una puntata da record, con il 23.68% di share pari a 5.115.000 di telespettatori totali. Un successone legato anche alla simpatia dei tre principali protagonisti, Giulio, Ezio e Cesare, i tre romani medi che vanno un weekend in Sicilia per acquistare l’ultimo modello in circolazione di un’antica auto d’epoca molto ambita da uno di loro, Ezio. Il viaggio per Rizzica è sofferto, soprattutto per le paure di Cesare che parte prevenuto nei confronti della Sicilia “mafiosa e criminale“. I tre si lasciano suggestionare e scambiano il loro accogliente contatto siciliano per un boss mafioso, impressionandosi e impaurendosi come bambini. Col tempo scoprono che in realtà erano solo equivoci e si innamorano della Sicilia, del suo cibo, del suo vino, del calore della sua gente, dei suoi ritmi di vita. Ma poi devono ripartire per Roma, stavolta in auto: si perdono e casualmente finiscono nel rifugio di un vero latitante di Cosa Nostra, ma stavolta tutto pensano della Sicilia tranne che la mafia, e allora trovando i “pizzini” scritti il dialetto con una vecchia macchina da scrivere, scambiano il boss latitante per Camilleri (!!) e si fanno usare per interessi mafiosi, finchè non rischiano di morire ammazzati prima di essere salvati in extremis dal loro amico Siciliano, che diventa così paladino della giustizia.
Il volto della Sicilia esaltato da questa puntata dell’ambita fictoin di Mediaset è il più bello, il più vero, il più onesto e il più leale. La mafia c’è, ma è una minoranza fatta di stenti e sofferenze. Il boss latitante non vede cibo da tempo, non può uscire di casa, vive tra ansie e paure. I suoi pochi amici sono chiusi in casa, loschi e schivi. Al contrario, la stragrande maggioranza del popolo siciliano è gente che si dimostra calorosa e accogliente, onesta e sincera, al punto da organizzare una vera e propria festa all’arresto del boss, per la liberazione del paese dalla mafia.
Tante volte abbiamo parlato di come la Tv alimenta stereotipi e luoghi comuni anti-meridionali e anti-siciliani. Stavolta, però, non possiamo non sottolineare quanto bene ne esca, la Sicilia, da questa puntata dei Cesaroni. Che hanno voluto raffigurare la vera Sicilia, senza bugie o strumentalizzazioni.


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