Torregrotta: il depuratore non funziona, ma il sindaco attacca stampa e minoranza

Poco più di un mese fa un’ispezione della Guardia Costiera appurò che il depuratore di Torregrotta, comune costiero tra Milazzo e Villafranca, non era in funzione. Semplicemente le acque reflue confluiscono direttamente in mare a circa un chilometro dalla costa, provocando ovviamente inquinamento. Addirittura parte dello stesso impianto è risultata abusiva, in quanto costruito su terreno demaniale senza autorizzazione. I quattro consiglieri comunali appartenenti al Movimento per il cambiamento hanno firmato un documento con il quale hanno messo a conoscenza i cittadini della situazione.

Ma il documento e gli articoli dedicati non sono piaciuti affatto al sindaco della cittadina, Antonino Caselli. L’ha infatti definito una “campagna mediatica di inaudita violenza […] ignobile, deplorevole e politicamente scorretta […] una delle tante iniziative demolitive“. L’opposizione si è quindi sentita in dovere di replicare. In una nota il Movimento afferma che quello di Caselli è solo un tentativo di confondere le acque, e che l’informazione nei confronti dei cittadini non solo è legittima ma è anche un dovere del quale i consiglieri si sono sentiti responsabili.

Anzi, denuncia il Movimento, solo grazie all’ispezione della Guardia Costiera si è appreso che il depuratore non funziona del tutto. A Torregrotta è arrivato un finanziamento di appena 3 milioni di euro per apportare miglioramenti al trattamento depurativo. Probabilmente non sufficienti per rendere finalmente operativo l’impianto. E intanto la battaglia politica continua.