L’assassino di Taj Ali, il 34enne venditore ambulante del Bangladesh ucciso a Milazzo domenica notte, avrebbe già un nome. Si tratterebbe infatti del connazionale Babul Miah, 37 anni, operaio di giorno e venditore di rose la sera. Nei suoi confronti la Procura della Repubblica di Barcellona, incaricata delle indagini, ha emesso un avviso di garanzia. Lo scopo, a quanto sembra, sarebbe stata la rapina. Ali infatti, oltre a essere un ambulante, dormiva sulla spiaggia per risparmiare. Aveva quindi sempre con sé denaro, merce e vestiti di ricambio. Miah, quasi un’istituzione tra i bengalesi della zona, perché a Milazzo da 10 anni, è stato senz’altro l’ultimo a vedere Ali vivo, come dimostrano alcune registrazioni delle telecamere di sorveglianza visionate dagli inquirenti. Ali è stato ucciso con alcune coltellate alla gola in una zona isolata lungo la strada Panoramica che porta dal centro al Capo. Inizialmente si era pensato a un delitto con moventi sessuali, perché l’uomo era stato trovato seminudo.
Intanto il Comune ha deciso per un giro di vite nei confronti degli ambulanti che, come Ali, montavano le loro bancarelle lungo la Marina Garibaldi. I venditori infatti sono tutti abusivi, ma puntualmente ogni estate, almeno per qualche mese, vengono tollerati. Poi a fine agosto, scemato l’afflusso turistico, vengono invitati a sgombrare la passeggiata del lungomare.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?