Messina: condannato a 7 anni l’aggressore di Alì

Pietro Zappia, l’uomo che aggredì brutalmente il venditore di rose egiziano conosciuto come Alì (come è dai più conosciuto, all’anagrafe il vero nome è Muhammad Nassar), è stato condannato a 7 anni di reclusione per tentato omicidio. La decisione è stata presa dal Gup (giudice per l’udienza preliminare) Massimiliano Micali. L’imputato è stato giudicato con rito abbreviato.

I fatti risalgono alla notte tra il 14 e il 15 aprile di quest’anno. Alì, piuttosto conosciuto in città e nei luoghi della movida notturna messinese, si avvicinò a Zappia, che si trovava all’esterno di un locale del centro, precisamente in via Loggia dei Mercanti, in compagnia di una ragazza. Come centinaia di altre volte, Alì provò a vendere una delle sue rose. Zappia però, forse contrariato dalla presenza del venditore, afferrò l’intero mazzo e lo diede alla ragazza. Alì chiese quindi i soldi che gli spettavano, ma Zappia reagì afferrando un bastone da terra e colpendo l’egiziano con brutale violenza.

Subito dopo la fuga in auto, mentre Alì veniva soccorso e trasportato al Papardo, dove sarebbe rimasto in coma per qualche giorno per poi fortunatamente svegliarsi e riprendersi del tutto. L’egiziano era rimasto infatti gravemente ferito alla testa, e per alcuni giorni si temette per la sua vita, scatenando una gara di solidarietà in città. Zappia comunque fu visto da moltissimi testimoni durante l’aggressione, e qualcuno annotò anche la targa dell’auto. Bastarono poche ore alle forze dell’ordine per rintracciarlo.

Quella nei confronti di Zappia è una condanna esemplare per un gesto insensato e ingiustificabile. Lo stesso Alì ha rifiutato un lavoro offerto dal padre di Zappia e le scuse dell’aggressore. Gesto violento che non ha nulla a che vedere col movente razziale, in quanto l’aggressore aveva ed ha comprovate amicizie con extracomunitari, ma è stato dettato solo dalla scelleratezza.