Marchionne vorrebbe chiudere un’altra fabbrica

Forse una fabbrica sarà di troppo“. Parole che fanno tremare, quelle dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. Il problema secondo il manager è il mercato europeo in forte calo. Se non ci sarà un’inversione di tendenza, la Fiat dovrà chiudere un altro stabilimento entro due o tre anni, come già accaduto a Termini Imerese.  Una tendenza, quella della Fiat che si è espressa già chiaramente col trasferimento della produzione della nuova 500L da Mirafiori alla Serbia. Afferma Marchionne: “Non abbiamo risparmiato in costi di struttura, ma abbiamo avuto i finanziamenti Bei e gli incentivi fiscali del governo serbo che ci hanno facilitato. Valeva la pena farla lì dal punto di vista economico. Il problema non è solo quello dei volumi, ma anche la guerra al ribasso dei prezzi. Va bene per i clienti, ma non per i produttori. Sarebbe così un fallimento fare una nuova Punto“.

Proprio Mirafiori è lo stabilimento che rischia più degli altri la chiusura. E’ l’allarme lanciato dal segretario generale Fismic, Roberto Di Maulo”Lo stabilimento Fiat di Torino è quello più a rischio e per questo abbiamo lanciato la campagna Salviamo il soldato Mirafiori. La situazione è critica e sentenze sbagliate non possono che aggravarla. Bisogna mettere in campo tutte le persone dotate di buon senso per rilanciare l’industria in Italia”. Intanto entro la fine dell’anno la Fiat potrebbe aprire un nuovo stabilimento in Russia, per una produzione dell’auto italiana sempre più “off-shore”.