Sono lì da due giorni e annunciano di volerci rimanere. Sono gli ex dipendenti della Servirail che protestano dal campanile del duomo di Messina. Annunciano che la loro protesta non si placherà e che continueranno a chiedere risposte sul loro futuro occupazionale. Sono 30 gli ex dipendenti della Servirail che lavoravano nelle cuccette dei treni a lunga percorrenza, licenziati lo scorso dicembre da Rfi.
”Ora sto meglio, ma prima non ho capito piu’ niente: volevo farla finita e lanciarmi nel vuoto”, afferma uno degli ex cuccettisti, Rosario Venturuoli, 46 anni. Nei mesi scorsi, per richiamare l’attenzione sulla loro situazione, questi lavoratori hanno occupato i binari della ferrovia, creando disagio a treni, navi e anche al tram. Venturuoli ha una moglie e due figli; rischia di perdere la casa perche’ non riesce a pagare il mutuo. Accanto a lui c’e’ Lillo Rizzo: ”le Istituzioni – dice – ci hanno ridotto cosi’ non rispondendo mai al nostro grido d’allarme. Ho lavorato 12 anni per Servirail, tre anni fa mi sono separato e non ho piu’ i genitori. Ho tre sorelle anche loro disperate, uno dei miei cognati lavorava con me; l’altro per la ditta birra Triscele che sta chiudendo. Non possiamo chiedere aiuto a nessuno. La banca ogni giorno mi chiama perche non pago il mutuo e vuole mettere la mia casa in vendita”. ”Anche io – prosegue Rizzo – come Rosario ho tentato il suicidio qualche settimana fa dal tetto della stazione centrale di Messina , ma sono pentito perche’ questi gesti non andrebbero mai fatti. Faccio fatica a credere in un Italia che si dice fondata sul lavoro ma e’ gestita da potenti lobby che non hanno rispetto per i lavoratori”. Disperato e’ anche Francesco Santacaterina che spiega tra le lacrime: ”non so come pagare il regalo e il ricevimento per mio figlio che deve fare la prima comunione e non so come dirglielo”. Nelle stesse condizioni anche Giuseppe Maimone che ha una moglie e un figlio: ”Quando lavoravamo pensavamo di essere tranquilli e non credevamo di perdere il lavoro, ci siamo impegnati con le banche e con le finanziarie. Stiamo facendo lo sciopero della fame e non scenderemo se non verremo ricollocati: sappiamo che e’ fattibile ma Rfi non vuole trovare una soluzione”.
Messina, gli ex dipendenti Servirail continueranno la loro protesta sul campanile del duomo


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