Parafarmacie: il Tar della Calabria riconosce il diritto di vendere i farmaci di fascia C, senza ricetta medica

E’ una svolta decisiva quella messa a punta dal Tar della Calabria. In un’ordinanza, infatti si è deciso di riconoscere alle Parafarmacie il diritto a dispensare tutti i farmaci emessi su ‘ricetta bianca’, e quindi a completo carico del cittadino senza alcun rimborso a carico del Servizio Sanitario Nazionale. In altre parole, i farmacisti delle parafarmacie possono, in piena autonomia, vendere i farmaci che non necessitano di ricetta medica. “Il Tar in questione ha ritenuto dunque fondate le discriminazioni operate nei confronti dei farmacisti di Parafarmacie e dei relativi esercizi e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale“. Lo dichiara la Federazione Nazionale delle Parafarmacie.Questa pronuncia, insieme a quella del Tar di Milano (ora al vaglio della Corte di giustizia Europea) rappresentano un punto di svolta decisivo per le nostre sorti“, dice il presidente della Federazione, Giuseppe Scioscia.E’ bello sentire pronunciati da un tribunale che se il legislatore ha ritenuto che i farmacisti delle parafarmacie possono, in piena autonomia, vendere i farmaci che non necessitano di ricetta medica, non si vedono le ragioni per cui gli stessi soggetti non possano vendere i farmaci di fascia C. Un grazie particolare“, conclude il numero uno delle Parafarmacie,” va all’avvocato Giovanni Licata, che ha seguito passo passo l’intero iter e al presidente siciliano della Federazione, Davide Gullotta, promotore dell’iniziativa“. Secondo i giudici di Reggio Calabria e’ “irragionevole, illogica ed ingiustificata l’esclusione dalla vendita da parte delle c.d. parafarmacie dei farmaci di fascia C.” L’ordinanza precisa inoltre che “la compressione dell’esercizio dell’attivita’ economica non si giustifica neppure sotto il profilo del controllo della spesa pubblica. I farmaci di cui si discute sono infatti a totale carico del cliente, non gravando dunque sulle finanze pubbliche. Pertanto non si ravvisano elementi che possano giustificare un’esclusiva riservata alle farmacie nella vendita di tali medicinali“.