Nuova protesta degli ex-dipendenti Servirail, i lavoratori esclusi da Trenitalia dopo la soppressione dei treni notturni. Alcuni di loro hanno infatti bloccato stamattina, intorno alle 9:30, la Stazione di Messina, sedendosi sui binari. L’occupazione è durata circa quattro ore, provocando ovviamente disagi tra i viaggiatori. I cinquanta che hanno partecipato, tra ex-dipendenti e familiari, hanno bloccato tre convogli: uno diretto a Roma, uno a Milazzo e un altro a Siracusa. I lavoratori denunciano così lo stato di abbandono e la totale noncuranza con cui sono stati trattati da Trenitalia, che non li considera propri dipendenti. Sono in tutto 85 le persone rimaste senza lavoro, e vorrebbero garanzia sulla loro ricollocazione nel nuovo treno Sicilia – Milano.
Ma stavolta c’è di più. Gli appartenenti al “Comitato dei Lavoratori Servirail di Messina”, aderenti a Cgil, Uil e Orsa, sembra la maggioranza dei lavoratori licenziati, avrebbero boicottato la protesta di oggi. Denunciano infatti, nel comunicato pubblicato oggi, che nella nota inviata dal Ministero a Trenitalia, che parla della possibilità di ripristino del treno, non c’è traccia del personale ex-Servirail. C’è quindi una spaccatura anche tra i sindacati che appoggiano la protesta, e di conseguenza tra i lavoratori.
Gli appartenenti al Comitato affermano che non basterebbero alcuni treni per riassorbire tutti i lavoratori, e comunque ci sarebbe il rischio di ritrovarsi nuovamente licenziati tra qualche mese. Quello che chiedono e che sperano, come si legge nel comunicato, è che il Tribunale di Messina li riconosca come veri e propri lavoratori di Trenitalia, che sarebbe obbligata quindi a riassumerli e a non considerarli come dipendenti di una società d’appalto. Questo li lascia infatti, ad oggi, senza possibilità di cassa integrazione, e col sussidio di disoccupazione che terminerà ad agosto. Entrambe le fazioni sindacali promettono, in ogni caso, che tenteranno qualunque strada per riottenere i posti di lavoro persi.


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