La Lazio di Lotito è in vetta alla Serie A, il Direttore de Il Foglio gela i contestatori: “i presidenti possono sbagliare, ma anche i tifosi qualche volta”

Il direttore de Il Foglio risponde a due lettere contro il patron biancoceleste, una delle quali firmata da Luigi Bisignani, indagato nell'inchiesta sull'aggiotaggio. Ma la Lazio di Gattuso vola in Serie A con 28 punti, nove vittorie e nessuna sconfitta: al di là delle polemiche, i risultati sportivi raccontano una realtà difficile da ignorare

La Lazio è prima in classifica, vince, convince e continua a sorprendere. Eppure una parte della tifoseria continua a contestare Claudio Lotito. Un paradosso che sta alimentando il dibattito nazionale e sul quale è intervenuto anche Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, con una riflessione pubblicata il 3 novembre nella rubrica dedicata alle lettere dei lettori. Una risposta breve, ma particolarmente significativa, che pone una questione tanto semplice quanto centrale: se i presidenti possono commettere errori, perché non dovrebbero poterli commettere anche i tifosi? Una considerazione che assume ancora più forza alla luce dello straordinario avvio di stagione della formazione biancoceleste, attualmente in vetta alla Serie A con 28 punti dopo dieci giornate, frutto di nove vittorie e un pareggio. La Lazio di Gennaro Gattuso non ha ancora perso una partita, ha realizzato 24 gol e ne ha subiti appena otto. Numeri che raccontano un percorso sportivo di altissimo livello e che inevitabilmente chiamano in causa anche le scelte della società guidata da Lotito, da tempo al centro di una contestazione che prosegue nonostante i risultati sul campo.

Le lettere contro Lotito e la risposta del direttore de Il Foglio

La riflessione di Cerasa nasce da due lettere pubblicate sul quotidiano, firmate da Franco Spicciariello e Luigi Bisignani, entrambe dedicate alla situazione della Lazio e al rapporto ormai fortemente conflittuale tra una parte della tifoseria e il presidente Claudio Lotito. I due lettori, pur riconoscendo il rendimento positivo della squadra, sostengono che la contestazione abbia motivazioni più profonde rispetto ai risultati sportivi e che non possa esaurirsi davanti a una classifica favorevole. Spicciariello ripercorre le ragioni della protesta, soffermandosi sulle tensioni accumulate negli anni e sul boicottaggio delle partite casalinghe, mentre Bisignani rivendica il diritto dei tifosi di continuare a manifestare il proprio dissenso anche durante una stagione vincente. Una posizione che viene collegata al clima particolare dello stadio Olimpico, dove la squadra sta ottenendo risultati importanti nonostante l’assenza di una parte consistente del pubblico.

Bisignani tra i firmatari: il coinvolgimento nell’inchiesta sull’aggiotaggio

Tra i protagonisti del confronto figura dunque Luigi Bisignani, il cui nome è emerso anche nella nota inchiesta della Procura di Roma sulla presunta manipolazione del mercato relativa alle azioni della Lazio, società quotata in Borsa. L’indagine riguarda l’ipotesi di una diffusione coordinata di notizie false sulla situazione societaria e su una possibile cessione del club, con l’obiettivo, secondo l’impostazione accusatoria, di incidere sul valore del titolo azionario e di esercitare pressioni sulla proprietà. Si tratta di contestazioni ancora oggetto di accertamento, che non costituiscono una prova di responsabilità degli indagati. Bisignani ha respinto l’ipotesi di aver partecipato a manovre illecite, rivendicando la propria posizione di tifoso della Lazio e spiegando le ragioni dei suoi interventi pubblici. Anche nella lettera indirizzata a Cerasa, il giornalista e commentatore torna sulla vicenda e sostiene che l’attuale rendimento della squadra non sia sufficiente a superare le ragioni della protesta contro Lotito. È proprio su questo passaggio che si concentra la risposta del direttore, chiamando in causa la possibilità di riconoscere anche alla società i meriti per i risultati conseguiti.

Cerasa ribalta la prospettiva: possono sbagliare anche i tifosi?

La posizione espressa dal direttore de Il Foglio parte da una considerazione precisa: una delle principali accuse rivolte negli anni a Lotito è stata quella di aver condotto la Lazio verso un progressivo declino sportivo. Ma che cosa accade quando la squadra, anziché andare incontro allo sfascio, si ritrova a guidare il campionato? Cerasa non nega la possibilità che il presidente abbia commesso errori e non pretende di cancellare le contestazioni del passato. Pone però un interrogativo sulla capacità di riconoscere i meriti delle scelte societarie quando i risultati sono positivi. La sua conclusione sintetizza il senso dell’intervento: “I presidenti possono sbagliare, è ovvio. Chissà se anche i tifosi qualche volta si possono sbagliare”. Una frase che sposta il confronto dal giudizio personale su Lotito a un principio più generale, quello della necessità di valutare le responsabilità e i meriti anche alla luce dei fatti. La critica alla proprietà rimane legittima, così come il diritto dei tifosi di esprimere il proprio dissenso, ma i successi sportivi rappresentano un elemento che non può essere escluso dal giudizio complessivo sulla gestione del club.

Questa la risposta integrale: “Gentile Spicciariello, gentile Bisignani. Vi ho letto con attenzione. Tutto molto chiaro. Ma resta una domanda. L’accusa principale rivolta a Lotito, fra le tante, che comprendo, è di aver portato la Lazio allo sfascio. Se quest’anno la Lazio dovesse ottenere un risultato importante sarà possibile dire che le accuse del passato restano valide e quelle del presente no? E se la Lazio dovesse andare bene, si potrà dire che il merito è anche della società che quest’anno ha fatto qualcosa per farla andare bene, o no? I presidenti possono sbagliare, è ovvio. Chissà se anche i tifosi qualche volta si possono sbagliare”.

Insomma. Nel calcio, come nella vita, le opinioni possono essere diverse, ma i fatti rimangono. E oggi i fatti raccontano di una Lazio prima in Serie A, imbattuta e protagonista di uno dei migliori avvii di campionato. Una realtà che esiste al di là delle polemiche e delle contestazioni e che merita di essere riconosciuta nella sua dimensione sportiva.