Esordio casalingo amaro per la Viola che al PalaCalafiore, nella seconda partita stagionale, raccoglie la prima delusione dell’anno perdendo contro Fiorenzuola. Nella conferenza stampa post partita, coach Michele Carrea ha dichiarato: “brutta gara, condizionata dalla nostra incapacità di entrare in partita in attacco, trovare soluzioni che ci togliessero pressione. Finire i primi 2 quarit a -24 non ti permette di giocare serenamente a pallacanestro nell’esordio in casa, in cui i ragazzi avevano estremo desiderio di approcciare nel modo giusto davanti alle tante persone che ci sono venute a sostenere. In attacco non abbiamo trovato interpreti e tiri giusti, abbiamo preso tiri a bassissima percentuale, Fiorenzuola ha fatto meglio. È la seconda partita di andata, va vissuta con la giusta lucidità. Sappiamo che dobbiamo fare un percorso di crescita e che può passare da momenti sottotono. Difensivamente abbiamo fatto una partita a 76, contro i 59 di Treviglio, non è stata buona, ma senza i punti da palla persa la ritengo sufficiente al netto anche della minore energia avuta rispetto a loro.
Più facile entrare in partita con due giocatori che hai cercato e trovato e che ti fa capire che funziona. Noi abbiamo preso 3 tiri con fiducia e spazio, usciti tutti e tre. Tiri da 3 con percentuali povere, è chiaro che toglie fiducia, ma non è una giustificazione, è un elemento di analisi. Dobbiamo trovare le risorse emotive e morali per superare queste difficoltà”.
Rispondendo alla domanda di StrettoWeb su quanto sia distante l’idea di squadra che ha in mente rispetto a quanto visto in campo, coach Carrea ha risposto: “speravamo in una partita diversa. Speravo che fossimo più pronti a resistere alle difficoltà dentro la partita. Siamo molto distanti dall’idea di squadra che ho in mente, ma non per la brutta partita, ma perchè parliamo di un percorso di 9 mesi, siamo alla settima settimana. Di certo il lavoro può aiutarci a commettere meno errori: siamo lontani, ma come penso che lo siano tante altre squadre in questo momento della stagione”.
Il coach ha poi concluso con una riflessione sull’ultimo quarto di gara: “nell’ultimo quarto la squadra ha avuto la maturità di desiderare di uscire dal palazzetto con un punteggio che sia più dignitoso e c’è riuscita. Quel margine si è colmato con le triple di Taflaj che ha cambiato un po’ il racconto di una partita in cui loro ci hanno sempre chiuso l’area. Penso sia positivo e dovuto che la squadra abbia voluto giocare 40 minuti. Ci dobbiamo concentrare sui 35 minuti che non hanno funzionato e capire perchè non hanno funzionato“.

