Giornata cruciale a Montecitorio per il voto finale sulla nuova legge elettorale. Il governo ha incassato tre voti di fiducia, ma lo scrutinio segreto alimenta le tensioni nella maggioranza. Schlein, Conte, Bonelli, Magi e Boschi attaccano la riforma, mentre Futuro Nazionale propone un confronto programmatico al centrodestra. Al centro dello scontro il premio di maggioranza, le preferenze, i rischi di incostituzionalità denunciati dalle opposizioni e i possibili equilibri politici in vista delle elezioni del 2027. Il governo ha già superato tre votazioni di fiducia sui principali articoli modificati dal Senato. L’ultimo ostacolo è rappresentato proprio dallo scrutinio segreto finale, previsto nel calendario parlamentare non prima delle 12:45.
Elly Schlein attacca il centrodestra: “vi fanno votare per paura”
Anche Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, interviene duramente contro la nuova legge elettorale. Il leader dem si rivolge direttamente ai deputati della maggioranza, sostenendo che il loro sostegno alla riforma sia condizionato dal timore di una sconfitta elettorale. “Posso capire il vostro imbarazzo: vi fanno votare la stessa norma affossata a luglio e la votate per paura del giudizio degli elettori: ma cosa è cambiato? La paura, ve la fanno votare con il ricatto”, afferma Schlein durante le dichiarazioni di voto.
Magi attacca la maggioranza: “la fiducia è un ricatto palese”
Tra gli interventi più duri contro la riforma figura quello di Riccardo Magi, segretario di +Europa, che contesta innanzitutto il ricorso ai voti di fiducia da parte del governo.Secondo Magi, la maggioranza avrebbe utilizzato questo strumento per garantire l’approvazione di disposizioni sulle quali non sarebbe stata altrimenti certa di disporre dei voti necessari. “La fiducia è un ricatto palese, sapete che senza la fiducia che vi hanno imposto”, afferma Magi, sostenendo che la riforma non avrebbe avuto i voti per passare. Il leader di +Europa fa riferimento anche ai “vostri colleghi che vi controlleranno mentre votate”, richiamando le polemiche sulle modalità di controllo del voto all’interno della maggioranza. Magi definisce la riforma “una torsione antidemocratica, lo sarà anche se andrà a premiare le opposizione, lesione manifesta delle prerogative del capo dello Stato”. Il segretario di +Europa contesta dunque la legge non soltanto per le possibili conseguenze politiche, ma anche per quelle che considera criticità riguardanti l’assetto costituzionale. Da qui l’appello rivolto direttamente ai parlamentari: “Abbiate un sussulto, disobbedite. Fate la cosa giusta per la democrazia. Noi voteremo no”.
La protesta di +Europa: digiuno e quasi 40mila firme per Mattarella
La contestazione di Riccardo Magi non si limita al confronto parlamentare. Il leader di +Europa riferisce infatti dell’adesione di altre persone all’iniziativa di protesta intrapresa contro la legge elettorale. Secondo quanto dichiarato, “130 persone si sono aggiunte” al suo “digiuno”, mentre “quasi 40mila hanno sottoscritto l’appello al presidente della Repubblica”.
L’iniziativa chiama quindi in causa anche il ruolo del presidente della Repubblica, al quale viene chiesta particolare attenzione nella valutazione del provvedimento. “Confidiamo nelle valutazione che farà il presidente della Repubblica”, aggiunge Magi. Il riferimento riguarda le competenze costituzionali del capo dello Stato nella fase successiva all’approvazione parlamentare di una legge. Il presidente della Repubblica esercita infatti le proprie attribuzioni secondo le procedure previste dalla Costituzione, tra le quali figura la possibilità di chiedere alle Camere una nuova deliberazione prima della promulgazione. L’appello di +Europa rappresenta una pressione politica e civile affinché il testo venga sottoposto a un attento esame istituzionale.
Maria Elena Boschi: Italia Viva vota contro: “vi aspettiamo alle urne e perderete”
Netta anche la posizione di Maria Elena Boschi, intervenuta alla Camera per annunciare il voto contrario di Italia Viva. “Italia viva voterà convintamente contro questa la legge elettorale”, dichiara Boschi, criticando il lungo percorso parlamentare della riforma e le priorità attribuite dal governo all’attività legislativa”. L’esponente di Italia Viva sostiene che negli ultimi sei mesi il confronto sulla legge elettorale abbia assorbito una parte eccessiva dell’attenzione parlamentare. “Ma tiriamo un sospiro di sollievo perché dopo sei mesi questo Parlamento non sarà più ostaggio della maggioranza e del governo che ci ha obbligati”, afferma, riferendosi all’impegno sulla riforma a scapito, a suo giudizio, delle altre questioni di interesse per i cittadini.
Futuro Nazionale, Ziello chiede un confronto serio
Uno degli interventi politicamente più significativi arriva però da Edoardo Ziello, capogruppo di Futuro Nazionale alla Camera. Diversamente dalle principali forze del centrosinistra, Ziello utilizza il dibattito sulla legge elettorale per inviare un messaggio diretto alla coalizione di governo. Al centro del suo intervento c’è il possibile ruolo di Roberto Vannacci nei futuri equilibri del centrodestra. Ziello sostiene: “Tutti i sondaggi dicono che il centrodestra senza Vannacci non supera la soglia per ottenere il premio. Io lo dico anche qui: noi siamo pronti a un dialogo perché per noi la priorità è non far governare i vari Bonelli e Fratoianni”.
Vannacci e il centrodestra, la legge elettorale riapre la partita delle alleanze
La posizione di Futuro Nazionale assume un significato particolare perché il sistema elettorale proposto attribuisce un peso rilevante alla capacità delle coalizioni di raggiungere la soglia prevista per ottenere il premio. Da questo punto di vista, la disponibilità al dialogo espressa da Ziello riguarda direttamente le strategie elettorali delle forze politiche. La questione è resa ancora più interessante dalle recenti dichiarazioni di Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e stretto collaboratore di Giorgia Meloni, che nell’intervista a Salvatore Merlo per Il Foglio ha escluso un’intesa politica con Vannacci.
Emergono quindi posizioni differenti: da una parte Futuro Nazionale si dichiara disponibile a un confronto programmatico, dall’altra uno degli esponenti più vicini alla premier manifesta una posizione nettamente contraria a una collaborazione. Non si tratta, allo stato attuale, di una trattativa formalizzata né di un accordo elettorale. Il contrasto dimostra però come il voto sulla legge elettorale abbia assunto un rilievo che va oltre il contenuto tecnico della riforma, intrecciandosi con la futura configurazione delle alleanze.
Noi Moderati difende la riforma: Colucci respinge le accuse della sinistra
Sul fronte della maggioranza, Alessandro Colucci, esponente di Noi Moderati, interviene per difendere la nuova legge elettorale e respingere le contestazioni delle opposizioni. “Respingiamo le accuse di aver fatto questa legge per costruirci un vestito su misura”, afferma Colucci, rivendicando il lavoro parlamentare svolto sul provvedimento. “C’è stato un grande lavoro complessivo che ha migliorato questa norma. E respingiamo anche la narrazione per cui” in questi mesi “ci siamo occupati solo di legge elettorale”.
Il deputato richiama alcune delle altre iniziative legislative affrontate dalla maggioranza, facendo riferimento al “il piano casa, gli interventi sul piano energia. E” aggiungendo che “stiamo già lavorando sulla legge finanziaria”. Colucci rivendica soprattutto la maggiore chiarezza del sistema elettorale, sostenendo che gli elettori potranno conoscere in anticipo le coalizioni e i rispettivi candidati alla guida del governo. “Tutti conosceranno le diverse coalizioni che si presenteranno”, afferma, richiamando anche l’indicazione del candidato premier.
Bonelli attacca Meloni: “legge incostituzionale, pronta a fare l’accordo con Vannacci”
Particolarmente duro l’intervento di Angelo Bonelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, che contesta la riforma sia sul piano costituzionale sia su quello politico. Bonelli sostiene che la nuova legge elettorale rappresenti un intervento della maggioranza sulle regole del voto finalizzato a rafforzare le proprie possibilità di mantenere il potere. “Ci troviamo di fronte a questa legge elettorale assolutamente incostituzionale: parlate di dare potere ai cittadini, io dico a chi ci segue ‘ve lo stanno togliendo’”, afferma intervenendo alla Camera.
L’esponente di AVS richiama il principio secondo cui la legge elettorale dovrebbe costituire un insieme di regole condivise tra le diverse forze parlamentari. “Ci troviamo di fronte a una legge elettorale che dovrebbe essere la casa comune di tutti”, osserva, accusando invece la maggioranza di utilizzarla come strumento di parte.
L’attacco prosegue con parole particolarmente dure: “invece è lo strumento di una maggioranza che in maniera autoritaria si impone per paura di perdere. Penso che in realtà Giorgia Meloni sappia bene che questa legge è incostituzionale, l’ha fatta dicendo a quel 50% che non rientrerà in Parlamento ‘vi garantisco lo stipendio per i prossimi 11 mesi’ e voi lo voterete perché avete perso la dignità, ma c’è un piano B: se si va a un pareggio o la Consulta la cambia la legge Giorgia Meloni andrà a fare l’accordo con Vannacci, dovete saperlo e allora a maggior ragione il centrosinistra deve a maggior ragione prepararsi con un programma ecologista e progressista”.
Giuseppe Conte mostra le fotografie di Falcone, Scarpinato, Delmastro e Colosimo
Il confronto parlamentare sulla legge elettorale si intreccia anche con un’altra polemica politica, relativa ai rapporti tra esponenti dei partiti e persone coinvolte in vicende giudiziarie. Durante il proprio intervento, Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, risponde alle contestazioni avanzate il giorno precedente da Fratelli d’Italia nei confronti dell’ex magistrato e senatore pentastellato Roberto Scarpinato. La risposta del leader del M5S passa attraverso alcune fotografie mostrate direttamente nell’Aula di Montecitorio. Conte ricorda innanzitutto la sfida politica lanciata da Fratelli d’Italia: “FdI ieri ci ha sfidato: dovete scegliere da quale parte state”.
Il presidente del Movimento 5 Stelle replica quindi mostrando alcune immagini. “Ecco, da quale parte stiamo lo dimostrano queste foto”, dichiara. La prima fotografia riguarda Roberto Scarpinato insieme ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, figure simbolo della lotta alla mafia. “In questa c’è Scarpinato, che voi avete infangato, con Falcone e Borsellino. E in queste altre invece”, prosegue Conte, passando ad altri scatti. Conte accompagna le immagini con queste parole: “ci sono il vostro Delmastro avvinghiato a Caroccia, prestanome del clan senese; e la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo insieme a Luigi Ciavardini”. Il confronto assume comunque un carattere particolarmente acceso, spostandosi dalle regole elettorali al tema della credibilità politica e istituzionale.
Conte sfida Meloni: “C’è un’opposizione forte che ti manderà a casa”
L’intervento del presidente del Movimento 5 Stelle torna poi direttamente sulla riforma elettorale e sulle conseguenze che, secondo Conte, potrebbe avere sulla qualità della democrazia italiana. Il leader pentastellato annuncia un’opposizione netta al provvedimento e richiama la necessità di difendere la partecipazione democratica. “Combatteremo sempre le autocrazie con nuove forme di partecipazione e con più trasparenza”, afferma Conte.
Il riferimento si allarga quindi al confronto politico degli ultimi anni. “Nel 2019 abbiamo sbarrato la strada a chi invocava pieni poteri lo faremo anche con Giorgia Meloni, donna sola al comando, puoi aver distrutto i tuoi alleati, ma qui c’è un’opposizione forte che porterà sempre più partecipazione e ti manderà a casa. Votiamo no convintamente”, aggiunge.
Conte accusa il centrodestra: “la legge cambia in base ai sondaggi e alla psicosi Vannacci”
Nella parte successiva dell’intervento, Giuseppe Conte torna ad attaccare la maggioranza, sostenendo che le modifiche alla legge elettorale siano state influenzate dalle valutazioni sui possibili risultati dei partiti.
Il presidente del M5S afferma: “Avete continuato a modificare” la legge elettorale “sulla base dell’ultimo sondaggio, della psicosi Vannacci, che vi determina sull’azione politica. Vi manca solo una precisazione: indicare che il premio di maggioranza va a una premier con gli occhi chiari”. L’accusa riguarda quindi il presunto utilizzo della riforma elettorale per rispondere alle oscillazioni dei consensi e all’emergere di nuove formazioni politiche. Il riferimento a Roberto Vannacci ritorna così anche nell’intervento del Movimento 5 Stelle, confermando quanto la posizione di Futuro Nazionale sia diventata centrale nel dibattito sulle future alleanze del centrodestra.

