Dalla Rai a Mediaset, passando per Sky. Nuova ospitata in tv per Roberto Occhiuto, il Presidente della Regione Calabria fresco di presentazione del suo nuovo libro, “Il coraggio di governare”. Ed è anche di questo che ha parlato, a tre giorni dalla vittoria di Forza Italia e del CentroDestra alle elezioni suppletive di Reggio, con il candidato Fabio Roscioli. Il primo argomento, però, è quello legato ai salari e all’inflazione. “C’è una questione salari e una questione inflazione, in Italia, ma che non dipende dal Governo, ma è in tutta Europa, dipende anche dalle guerre. L’atteggiamento della Schlein, che dà addosso al Governo per l’inflazione, è pretestuoso, fa bene invece Meloni a porre la questione in Europa, che negli anni passati – in caso di crisi – è intervenuta, l’ha fatta durante il Covid con il PNRR ed è bene che lo faccia anche ora” ha esordito nel lungo intervento.
Occhiuto ha puntato nuovamente sui giovani, come già evidenziato in questi giorni relativamente all’idea di una no tax area. “Si dovrebbe dare una mano ai giovani, a quelli che vanno fuori, io l’ho scritto nel mio libro. In Calabria ho fatto il reddito di merito, per tenere i giovani in Calabria. E’ assurdo che nel paese del made in Italy e della creatività, i giovani vadano via dall’Italia perché pagati meglio. Siamo un paese che premia l’anzianità, con gli scatti, mentre invece il sistema retributivo dovrebbe funzionare per scatti di futuro”.
Relativamente alla Legge elettorale, il Governatore si è detto “sicuro che verrà approvata, Meloni è coraggiosa, è una Legge contro i populismi”. E poi fa l’esempio del bollo auto: “non lo possono abolire le Regioni, ma ha potuto farlo il Governo. Io mi auguro che lo possa fare per tutte le categorie di auto. Io dalla mia Regione dovrei ricavare 180 milioni di euro l’anno, da questo, ma ne ricavo 120. Se il Governo mi fa ricavare 180 milioni, chiedo dove poter firmare”.
Sul limite degli stranieri nelle classi italiane, Occhiuto ha spiegato: “in alcune realtà del paese nelle classi non si parla italiano, se qualche bambino italiano sta in classe subisce un ritardo formativo. Non so se c’era l’urgenza, ma di sicuro c’era la necessità di intervenire. La mia preoccupazione che queste iniziative nascano per non lasciare spazio a Vannacci sul fronte della Destra. Ma secondo me si dovrebbe avere il coraggio sul fronte delle riforme. Una volta il CentroSinistra era fonte di riformisti, ora non più. Io oggi guarderei più a Calenda, Marattin, al pensiero liberale e riformista, perché il CentroDestra non può occupare questo spazio riformista?”.
L’apertura al mondo liberale e riformista
Quella di Occhiuto è un’apertura importante al mondo liberale e riformista. Non è una novità, considerando il pensiero del Governatore della Calabria e l’idea di una Forza Italia che possa abbracciare frange più liberali della popolazione, a tal punto da guardare anche a leader come Calenda e Marattin. Anche sul tema dei diritti civili, a tal proposito, Occhiuto, sdogana il fatto che a Destra non sia un tema di interesse. “Sui diritti civili c’è un comune sentire a tutti i partiti del CentroDestra. Magari sull’adozione gay no, ma sui diritti civili sì. A volte è come se ci fosse un complesso nel parlare di questi temi, ma oggi i giovani del nostro paese parlano con frequenza di questi argomenti. Si può parlare liberamente di questo, non credo che nel CentroDestra ci sia conservatorismo, ma forse timidezza. Berlusconi ha avuto sempre apertura. La maternità surrogata? Non ha nulla a che fare con i diritti civili. La maternità non è un diritto dell’uomo o della donna che possa essere prevalente al diritto del nascituro. I bambini non possono pagare lo scontro ideologico del bambino”.
La leadership in Forza Italia
Poi la discussione si è spostata sulla leadership nazionale di Forza Italia, che vede Occhiuto sempre più protagonista, quantomeno a livello mediatico. “Io sono stato rieletto alla Regione l’anno scorso, quindi ho ancora quattro anni per governare e dimostrare che si possono fare le riforme in Calabria. Non ho un problema di leadership in futuro, forse per questo alcune cose le posso dire in libertà, posso essere da stimolo, magari anche per Tajani, a cui va dato il merito di aver tenuto in piedi il partito quando tutti dicevano che non sarebbe sopravvissuto. Certo, un po’ di smalto l’abbiamo perso, un po’ di coraggio sul fronte riformista, su quello spirito di innovazione nato da Berlusconi. Sul futuro non escludo la possibilità di impegnarmi sempre più nel partito, ma non è urgente, è urgente che si ritrovi uno smalto perduto”.
“Il tema non è sfiduciare la leadership, Tajani ha mostrato equilibrio nei momenti complicati. Forza Italia porta nel suo simbolo il nome di Berlusconi, quindi è difficile trovare dei leader che somiglino a lui. Forse è più utile trovare quattro o cinque persone che si mettano a lavorare per trovare un metodo vicino al suo. Si parla molto di lui, ma non si riesce a innovare come faceva lui. Mi chiedo se Forza Italia sia ancora aperta ad accogliere i protagonisti del ceto produttivo e sociale, Berlusconi lo faceva, era libertario”.
Quando parla di coraggio nelle riforme, Occhiuto fa anche un esempio: “l’abolizione del bollo auto, che ho scritto nel mio libro a giugno, non era una mia idea, ma di Berlusconi. Siccome l’ho detto io magari è stata una cosa un po’ trascurata, poi ci ha pensato Meloni tempo dopo. Quando io parlo di condivisione e attenzione, mi riferisco al fatto che Forza Italia avrebbe potuto avere una maggiore gratificazione elettorale se alcune proposte fossero state considerate delle bandiere di Forza Italia”.
“Giorgia Meloni è diventato un leader europeo di una Europa moderna. Poteva diventare il clone di Vannacci, ma invece è stata bravissima a ritagliarsi questo ruolo di leader. E noi che facciamo? Ce ne stiamo con le mani in mano? Facciamo fare tutto a lei? Lei è bravissima, ma da sola non ce la può fare“ ha concluso.
