Cateno De Luca torna all’attacco di Roberto Vannacci e rivendica il ruolo di Sud chiama Nord nei nuovi equilibri del centrodestra. Il leader del movimento autonomista interviene sullo scenario politico nazionale dopo l’intesa con la coalizione, sostenendo che l’apporto della sua formazione renda meno rilevante il peso politico di Vannacci in vista delle prossime elezioni. Al centro delle dichiarazioni di De Luca ci sono i primi sondaggi successivi all’accordo con il centrodestra, che, secondo la sua lettura, mostrerebbero la coalizione davanti al campo largo. Un risultato che il leader di Sud chiama Nord utilizza per contestare le ambizioni politiche di Vannacci e ribadire il ruolo del proprio movimento.
De Luca contro Vannacci: “possiamo fare a meno del suo populismo”
L’affondo di Cateno De Luca è diretto e riguarda il peso che Vannacci potrebbe esercitare nei futuri equilibri politici nazionali. “Vannacci credeva di poter essere l’ago della bilancia per le prossime elezioni, ma dovrà mettersi l’anima in pace: è ininfluente. Nei primi sondaggi, subito dopo la nostra alleanza col centrodestra, la coalizione batte il campo largo. Possiamo fare a meno del suo populismo da quattro soldi”, afferma il leader di Sud chiama Nord. De Luca collega quindi la nuova collocazione politica del suo movimento ai rapporti di forza tra gli schieramenti, interpretando le rilevazioni demoscopiche come un segnale significativo per il centrodestra. Le sue parole rappresentano una presa di posizione politica, mentre il confronto tra le coalizioni rimane legato all’evoluzione delle intenzioni di voto e alle future scelte elettorali.
Sud chiama Nord punta al Parlamento: “porteremo la voce dei territori”
Oltre all’attacco a Vannacci, Cateno De Luca ribadisce la volontà di valorizzare l’identità autonomista e civica di Sud chiama Nord, indicando nella rappresentanza dei territori uno degli obiettivi principali della partecipazione alle prossime elezioni politiche.
“Con Sud chiama Nord, l’unica forza autonomista e realmente civica del panorama politico italiano, siamo pronti a portare in Parlamento la voce dei territori, con l’entusiasmo di chi quei territori li conosce perché li amministra. Con buona pace anche dei ‘civici in provetta’ del centrosinistra”, conclude De Luca. Il leader del movimento rivendica così la propria esperienza amministrativa e quella degli esponenti di Sud chiama Nord, contrapponendola alle esperienze civiche presenti nel centrosinistra.
L’accordo con il centrodestra e i nuovi equilibri politici
Le dichiarazioni arrivano dopo la conferma dell’accordo tra Sud chiama Nord e il centrodestra guidato da Giorgia Meloni in vista delle prossime elezioni politiche nazionali. De Luca ha precisato che l’intesa riguarda il livello nazionale, mentre in Sicilia il movimento manterrà la propria autonomia politica. Il riferimento ai sondaggi riguarda anche la rilevazione LAB21 del 9 ottobre, che attribuisce al centrodestra il 41,3% e al campo largo il 41,1%, collocando Sud chiama Nord all’1,6%. Si tratta di percentuali molto vicine, che fotografano le intenzioni di voto al momento della rilevazione senza determinare l’esito delle prossime elezioni.
In questo contesto si inserisce lo scontro politico tra Cateno De Luca e Roberto Vannacci. Il leader di Sud chiama Nord rivendica il ruolo della propria formazione all’interno della coalizione e contesta la possibilità che Futuro Nazionale possa condizionarne le scelte. Un confronto che riguarda non soltanto i rapporti tra i partiti, ma anche due differenti impostazioni politiche: da una parte il progetto civico e autonomista rivendicato da De Luca, dall’altra la formazione guidata dall’ex generale. La loro effettiva incidenza sui futuri equilibri parlamentari dipenderà dalle scelte elettorali e dai risultati del voto.
