Protestano, gli organizzano un incontro per provare a trovare una soluzione, non si presentano ma continuano a protestare. Qualcuno li sta strumentalizzando? Di certo c’è chi li ha smascherati. L’eurodeputato reggino di Fratelli d’Italia Denis Nesci ha pubblicato le email dove sono presenti le interlocuzioni con Fedralog, la Federazione regionale della logistica, a cui era stato organizzato un incontro istituzionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Incontro volto a trovare una soluzione dopo questi giorni di proteste in Calabria per il caro carburanti. Ebbene: Fedralog non si è presentata all’incontro che la stessa Federazione aveva richiesto.
Denis Nesci, nel pubblicare gli screen degli scambi via mail, ha anche spiegato la situazione: “ritengo incomprensibile che, dopo aver richiesto e ottenuto un confronto istituzionale, i rappresentanti di Fedralog non si siano presentati presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy”. E’ stato proprio lui a interessarsi affinché questo incontro andasse in porto: “attraverso il mio interessamento istituzionale – spiega Nesci – e per il tramite del dottore Domenico Tiriolo, era stata rappresentata al Ministero la necessità di aprire un confronto sulle criticità del settore. In appena due giorni il Governo ha accolto la richiesta di interlocuzione, come richiesto da Fedralog. Una risposta tempestiva e concreta, che dimostra la volontà delle istituzioni di ascoltare e affrontare le problematiche sollevate. Eppure, a questa disponibilità non è seguita la partecipazione dei rappresentanti dell’associazione”.
“Non voglio credere – fa notare Nesci – che qualcuno possa avere maggiore interesse a mantenere alta la tensione piuttosto che confrontarsi concretamente con le istituzioni”. Tradotto: qualcuno ha motivo a far andare avanti la protesta nonostante ci sia chi prova a mediare? Per quale motivo? Eppure l’autotrasportatore Enzo Laudari, intervistato da Quotidiano Nazionale, non ha avuto timore nell’affermare che “se non ci ascolteranno e non avremo quello che ci hanno tolto faremo la marcia su Roma, con i nostri camion”. Beh, qualcuno ha provato ad ascoltarli, ma hanno deciso di non dare seguito a quella richiesta. Ecco le email.

