Le elezioni suppletive di Reggio Calabria fanno registrare un dato di affluenza definitiva del 22,34%, un numero che assume un significato particolare considerando la natura della consultazione e la composizione dell’elettorato del collegio (come abbiamo già spiegato ieri in un apposito articolo). Il voto, che ha visto una netta affermazione del centrodestra, chiamava gli elettori del collegio uninominale U05 della Camera dei deputati a scegliere il successore di Francesco Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria e quindi decaduto dal seggio parlamentare. Il dato dell’affluenza, seppur non paragonabile ai livelli delle elezioni politiche generali o delle grandi tornate amministrative, rappresenta comunque un elemento positivo rispetto ad altre precedenti consultazioni suppletive italiane, spesso caratterizzate da una partecipazione molto ridotta. Per comprendere però realmente il livello di partecipazione è necessario analizzare un elemento specifico del collegio reggino: la presenza di una quota molto significativa di elettori residenti all’estero.
Suppletive Reggio Calabria, perché il 22,34% non racconta completamente la partecipazione al voto
Nel collegio uninominale di Reggio Calabria gli aventi diritto complessivi erano 345.788 elettori. Di questi, 58.729 cittadini risultano residenti all’estero, una quota pari a circa il 17% dell’intero corpo elettorale. Questo elemento incide direttamente sul calcolo dell’affluenza ufficiale, perché la percentuale viene determinata sul totale degli aventi diritto, comprendendo anche gli iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. Se invece si considera soltanto la platea degli elettori effettivamente residenti sul territorio reggino, il quadro cambia. Gli elettori residenti in Calabria nel collegio sono infatti 287.059 e, rapportando i votanti esclusivamente a questa base, l’affluenza raggiunge il 26,91%.
Non si tratta di un dato da record o di una partecipazione straordinaria, ma rappresenta comunque un livello più alto rispetto a quello ufficialmente comunicato e consente una lettura più precisa del coinvolgimento degli elettori residenti. La particolarità del collegio reggino rende quindi necessario distinguere tra il dato amministrativo complessivo e quello relativo alla popolazione effettivamente presente sul territorio.
Un dato positivo per una consultazione che elegge un solo deputato
Le elezioni suppletive sono tradizionalmente caratterizzate da livelli di partecipazione inferiori rispetto alle elezioni politiche ordinarie. A differenza delle consultazioni nazionali, infatti, gli elettori sono chiamati a scegliere un solo rappresentante in un singolo collegio e spesso il livello di mobilitazione dipende fortemente dalla presenza dei candidati, dalla capacità dei partiti di organizzare il territorio e dalla percezione dell’importanza della sfida. Nel caso di Reggio Calabria, il dato del 22,34% ufficiale e quello del 26,91% tra i residenti indicano comunque una partecipazione superiore rispetto ad alcune recenti esperienze nazionali.
I precedenti nazionali: Reggio Calabria supera Napoli, Roma e Monza
Il confronto con altre elezioni suppletive italiane permette di inquadrare meglio il dato reggino. In alcune grandi città, dove pure erano in palio seggi parlamentari, la partecipazione è stata decisamente più bassa. A Napoli, in occasione di una recente consultazione suppletiva, l’affluenza si è fermata al 9,5%, mentre a Roma il dato è arrivato all’11,3%. A Monza, dove era candidato anche Cateno De Luca, la partecipazione si è attestata al 19,25%. Le suppletive di Reggio Calabria, quindi, hanno fatto registrare un dato superiore rispetto a queste realtà sia considerando il valore ufficiale del 22,34%, sia prendendo in esame il dato dei soli residenti nell’area metropolitana, pari al 26,91%. Il confronto cambia però se si guardano altre esperienze territoriali. In alcune aree del Veneto, infatti, le elezioni suppletive hanno registrato percentuali decisamente più elevate. A Padova l’affluenza ha raggiunto il 57,6%, mentre a Rovigo si è attestata al 52,2%.

