La partita per la guida della Regione Siciliana è già entrata nel vivo. In vista delle elezioni regionali del 2027, nel centrodestra siciliano cominciano a moltiplicarsi dichiarazioni, incontri, ammiccamenti e manovre per la preparazione delle liste. Ma soprattutto prende forma il grande interrogativo destinato a condizionare i prossimi mesi: proseguire con Renato Schifani, cercare un’intesa con Cateno De Luca oppure ripensare più profondamente gli equilibri della coalizione? Gli interventi arrivati da Ignazio La Russa, Gaetano Galvagno e Giorgio Mulè mostrano quanto il confronto sia ormai aperto. Da una parte emerge un giudizio positivo sull’esperienza di governo di Schifani e sulla possibilità di una sua ricandidatura; dall’altra si ragiona sull’eventuale allargamento della coalizione a De Luca, forte soprattutto del consenso costruito nel Messinese.
E proprio Cateno De Luca rappresenta una delle variabili più importanti di questa fase. Parallelamente all’ipotesi di una sfida nel campo progressista, il sindaco di Taormina guarda infatti anche al centrodestra, ma ponendo condizioni precise: l’idea è quella di una coalizione rinnovata, con nuovi protagonisti e una discontinuità rispetto all’attuale assetto politico regionale.
Regionali Sicilia, il centrodestra deve sciogliere il nodo Schifani
Il primo grande nodo riguarda inevitabilmente il futuro dell’attuale presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. La possibilità di una sua ricandidatura è ormai entrata apertamente nel dibattito politico in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. A intervenire è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa, interpellato nei giorni scorsi a margine dell’inaugurazione della manifestazione EtnaForum, a Ragalna, in provincia di Catania. La Russa ha chiarito che una decisione sulla candidatura non può essere ricondotta alla volontà di una singola figura politica e neppure esclusivamente a quella dello stesso governatore. Sarà necessario un confronto tra i partiti e le forze politiche che sostengono l’attuale presidente della Regione.
La Russa promuove Schifani: “è un buon presidente della Regione”
Sul piano politico, però, Ignazio La Russa ha espresso una valutazione positiva sul presidente siciliano. Alla domanda sulla possibile ricandidatura di Renato Schifani, il presidente del Senato ha risposto testualmente: “non dipende da me e solo dal presidente, ma dai partiti e dalle forze politiche che lo sostengono. Io se devo esprimere un giudizio, dico che è un buon presidente della Regione e che nella normalità un buon presidente della Regione se decide di riproporre La propria candidatura normalmente è ricandidato”. Parole che non equivalgono a un’investitura ufficiale, ma che rappresentano comunque un segnale politico significativo. La Russa non anticipa la scelta della coalizione, ma riconosce apertamente la bontà dell’operato dell’attuale governatore e osserva come, in condizioni normali, un presidente giudicato positivamente e intenzionato a ripresentarsi venga ricandidato.
Galvagno apre a Cateno De Luca nel centrodestra siciliano
A rendere ancora più interessante lo scenario sono state le dichiarazioni del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, che ha affrontato proprio il possibile coinvolgimento di Cateno De Luca nel progetto del centrodestra. Anche Galvagno è intervenuto a margine di EtnaForum, a Ragalna. Il presidente dell’Ars ha prospettato la possibilità di ampliare il perimetro della coalizione coinvolgendo figure e movimenti in grado di raccogliere un consenso significativo sul territorio. Tra questi ha citato esplicitamente il leader di Sud chiama Nord, riconoscendo implicitamente il peso elettorale conquistato da De Luca soprattutto nella provincia di Messina.
Mulè si sfila dalla corsa alla presidenza della Regione Siciliana
Un’altra tessera del mosaico arriva da Giorgio Mulè. Il vicepresidente della Camera dei deputati ed esponente di Forza Italia ha preso le distanze dall’ipotesi di una propria candidatura alla presidenza della Regione, rimettendo le valutazioni nelle mani del partito. Intervenendo agli Stati generali di Controcorrente ad Agrigento, Mulè ha affrontato il tema del futuro del centrodestra siciliano e della scelta del candidato. “Io non sono interessato a correre per la presidenza della Regione Siciliana, ho dato la disponibilità al mio partito che valuterà, spero presto, chi dovrà essere candidato alla presidenza della Regione”, ha dichiarato Mulè. Una posizione che esclude quindi, almeno sul piano della volontà personale manifestata dall’esponente azzurro, una sua corsa diretta alla guida della Sicilia, pur confermando la disponibilità nei confronti di Forza Italia.
Mulè difende il Governo Schifani: “ha fatto ripartire questa regione”
Mulè ha inoltre espresso un giudizio positivo sul lavoro svolto dall’attuale Governo Schifani, invitando a valutarne l’azione sulla base dei risultati e dei dati e non attraverso posizioni pregiudiziali. “Guardare Schifani per criticare e dire che ha fatto male, ha fatto bene è sbagliato. Dobbiamo prendere i dati di fatto, prendere i dati della Sicilia e riconoscere che è stata un’azione di Governo che ha fatto ripartire questa regione”, ha affermato il vicepresidente della Camera. Secondo Mulè, dunque, l’azione amministrativa degli ultimi anni avrebbe determinato una fase di rilancio della Sicilia, pur in presenza di numerosi problemi ancora da affrontare. “C’è tanto da fare, guai se non fosse così, quindi il giudizio è certamente buono”, ha aggiunto. Anche da Forza Italia, il partito di Schifani, arriva quindi una valutazione positiva sull’esperienza dell’attuale governo regionale. Ciò non significa tuttavia che la scelta della candidatura sia già stata formalizzata. Insomma, i giochi sono apertissimi e arriveranno, da qui ai prossimi mesi, le scelte definitive.

