Abbiamo detto l’anno scorso, sì, ma abbiamo voluto essere buoni. Avremmo potuto dire anche due anni fa e tre anni fa. La Reggina dell’anno scorso, di due anni fa, di tre anni fa, una partita come quelle di oggi a Modica non l’avrebbe vinta. Anzi, quella dell’anno scorso probabilmente l’avrebbe anche persa. Una partita brutta, sporca, nel finale anche confusionaria, decisa da un gol in mischia e condizionata da un salvataggio clamoroso sulla linea. Insomma, una di quelle partite che servono, che ci stanno, che si possono prevedere, e forse la forza della squadra di Marchionni è proprio questa: prevedere il tipo di gara e giocare di conseguenza. Contro Praia e Licata abbiamo visto una squadra bella, palleggiare con la sfera a terra, scambiare, rimanendo corta e compatta, mostrando di avere le idee chiare.
Oggi, tutt’altro, altre caratteristiche, un vestito decisamente diverso, che non si era mai visto (non era stato necessario) e che ci ha permesso di cominciare a conoscere ogni sfaccettatura della compagine amaranto. Modica compatto e tutto dietro la linea della palla, campo piccolo e sintetico, entusiasmo dei locali che si sono ritrovati alla prima in casa la Reggina dopo una cavalcata entusiasmante lo scorso anno e 16 anni dopo l’ultima volta in Serie D. Entusiasmo, adrenalina e carica alle stelle, agli amaranto toccava contenere, gestire, pungere nel momento giusto e saper soffrire. Marchionni lo sapeva e ha badato poco ai fronzoli, non sfruttando sempre il palleggio palla a terra ma, in alcuni casi, giocando anche in modo sporco, col pallone alto e subito in verticale verso gli attaccanti. Ne è uscita fuori una Reggina non pericolosa, spuntata, ma comunque tremendamente efficace e votata al sacrificio. Quando è servito, Lagonigro è stato chiamato in causa, quando non è arrivato lui ci ha pensato Girasole.
Il tecnico amaranto a fine gara ha detto che sono queste le partite che a fine stagione faranno bene, anche quelle che si ricorderanno. Sono quelle sudate, sporche, sofferte, ma che una squadra forte e consapevole nei propri mezzi vince comunque. Una squadra “mentalizzata” alla vittoria, che ha in rosa giocatori che sanno come si vincono queste partite, che sa quando è il momento di pungere e accelerare e sa quando decelerare e soffrire. Non va comunque dimenticato che, soprattutto in attacco, si attendono ancora i migliori Alma, Magrassi e Jallow, e che Guida è out. Non va dimenticato che Baldan è ancora fuori e che neanche Franchini ancora si è visto. Di squadre come il Modica la Reggina ne troverà tante, ma vincere queste gare aumenta la consapevolezza nel sapere come affrontarle.

