Reggio Calabria, aria pesante nel PD: l’assenza di Falcomatà all’evento con Boccia fa rumore. Retroscena e scenari

L’assenza dell’ex sindaco all’iniziativa di Catona con Francesco Boccia e Frank Benedetto alimenta interrogativi e malumori nel centrosinistra reggino: una distanza che potrebbe pesare sugli equilibri del Pd dopo le suppletive

Pensano alle parole di Franchini, ma intanto il loro partito è lacerato dall’interno, e anche da tempo. L’assenza di Giuseppe Falcomatà all’iniziativa del Partito Democratico a Catona, organizzata questa mattina al Lido dello Stretto alla presenza del capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia, non è passata inosservata e apre nuovi interrogativi sugli equilibri interni al centrosinistra reggino in vista delle elezioni suppletive del collegio uninominale di Reggio Calabria. Un’assenza che ha fatto rumore soprattutto per il ruolo ricoperto da Falcomatà: ex sindaco di Reggio Calabria per dodici anni, oggi consigliere regionale e figura di spicco del Partito Democratico reggino. In un appuntamento così importante, con i vertici nazionali del partito arrivati sul territorio per sostenere il candidato dell’area progressista Frank Benedetto, la sua mancata partecipazione ha fatto molto rumore, arrivando sino a Roma.

L’iniziativa di Catona ha visto la presenza di numerosi esponenti del Pd e del centrosinistra locale. Al tavolo e tra i partecipanti c’erano il segretario metropolitano Peppe Panetta, i consiglieri comunali Battaglia, Marino, Malara e Versace (quest’ultimo anche metropolitano), oltre al consigliere regionale Ranuccio. Presenti anche Irene Calabrò e il sindaco di Siderno Maria Teresa Fragomeni, intervenute al tavolo, oltre naturalmente al senatore Nicola Irto, segretario regionale del partito. Una partecipazione ampia che ha mostrato compattezza attorno alla candidatura di Benedetto, ma che allo stesso tempo ha reso ancora più evidente il vuoto lasciato dall’assenza di Falcomatà.

Un’assenza che arriva dopo mesi di tensioni interne

Quella dell’ex primo cittadino, però, non sarebbe stata un’assenza dettata da un semplice impegno personale o da un impedimento dell’ultimo momento. Il mancato intervento appare infatti collegato al clima che si respira ormai da tempo all’interno del centrosinistra. Dopo l’ufficializzazione della candidatura di Frank Benedetto, come scritto da StrettoWeb, erano già emersi diversi malumori nell’area progressista rispetto alla scelta del candidato. Una situazione che aveva evidenziato come la decisione non fosse stata accolta in modo uniforme da tutte le componenti della coalizione. Tra le posizioni critiche c’è anche quella di Falcomatà, che non avrebbe condiviso la scelta e che starebbe mantenendo una posizione distante dalla campagna elettorale del candidato del centrosinistra.

Il punto politico centrale è proprio questo: Falcomatà resta un esponente del Pd, con una lunga storia all’interno del partito e un ruolo istituzionale di primo piano, ma allo stesso tempo non è intenzionato a sostenere apertamente una candidatura che evidentemente non sente propria. In politica, quando una scelta di partito non viene condivisa, generalmente le strade sono due: accettarla e lavorare comunque per il risultato comune oppure aprire una frattura ufficiale. La posizione assunta oggi da Falcomatà appare invece una sorta di zona intermedia: nessuna rottura formale, ma nemmeno una piena adesione alla linea del partito. Una situazione che sta generando interrogativi non soltanto a livello locale, ma anche tra i vertici nazionali del Pd, dove l’assenza a un appuntamento con Boccia non sarebbe stata considerata un semplice dettaglio organizzativo.

Il voto delle suppletive potrebbe diventare un punto di svolta

Le prossime elezioni suppletive del collegio uninominale di Reggio Calabria potrebbero rappresentare un momento decisivo per gli equilibri interni al centrosinistra. Il risultato delle urne, infatti, potrebbe andare oltre la semplice sfida tra candidati e trasformarsi in un vero e proprio termometro dello stato di salute del partito sul territorio. In caso di una sconfitta particolarmente netta, il rischio è che le tensioni accumulate negli ultimi mesi possano trasformarsi in una frattura più profonda. La partita elettorale, dunque, non riguarda soltanto il seggio parlamentare, ma anche il futuro degli equilibri politici del Pd reggino. L’assenza di Falcomatà a Catona, davanti ai vertici nazionali del partito e agli esponenti locali schierati per Benedetto, ha acceso una luce su una situazione interna che da tempo appare complessa.

La mancata presenza di Falcomatà pesa proprio perché non si tratta di un esponente qualunque, ma dell’ex Sindaco per 12 anni e attuale Consigliere Regionale. Per questo motivo la sua scelta di non partecipare all’appuntamento con Boccia e con tutto il gruppo dirigente del Pd reggino viene interpretata come un segnale gravissimo. Una vicenda che potrebbe avere conseguenze anche dopo il voto, quando il partito sarà chiamato a fare i conti con gli equilibri interni e con le diverse anime che lo compongono.