Nuovo incarico per il Colonnello Giovinazzo, Noè: “la Calabria affidata a un uomo delle istituzioni vicino ai cittadini”

Il Colonnello, originario di Taurianova, lascia il Comando Provinciale di Crotone dopo quasi quattro anni. Antonio Noè del Nuovo Sindacato Carabinieri Calabria ne ricorda il percorso tra investigazioni, grandi operazioni e attenzione ai territori

“Ci sono carriere che raccontano semplicemente una progressione di incarichi. E poi ci sono carriere che raccontano un modo di interpretare la divisa. Quella del Colonnello Raffaele Giovinazzo appartiene a questa seconda categoria. Originario di Taurianova, dopo quasi quattro anni alla guida del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, Giovinazzo assume il prestigioso incarico di Capo di Stato Maggiore della Legione Carabinieri “Calabria”, a Catanzaro. Un passaggio importante per l’Arma e per la nostra regione, che porta ai vertici regionali un ufficiale con una lunga esperienza investigativa, operativa e territoriale“. Lo afferma Antonio Noè, Segretario Generale Regionale Calabria del Nuovo Sindacato Carabinieri. “Dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Corleone al Nucleo Investigativo e al Reparto Operativo di Cosenza, dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale della Calabria al Grande Progetto Pompei, fino al comando del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano e, successivamente, del Comando Provinciale di Crotone: una carriera costruita sul campo, attraverso incarichi nei quali investigazione, prevenzione e prossimità hanno rappresentato il filo conduttore”, evidenzia Noè.

Giovinazzo ha affrontato una fase particolarmente delicata della sicurezza nella Sibaritide

“A Corigliano-Rossano, alla guida del nuovo Reparto Territoriale, Giovinazzo ha affrontato una fase particolarmente delicata della sicurezza nella Sibaritide, coordinando importanti attività investigative contro caporalato e sfruttamento del lavoro, traffico di droga, criminalità comune e organizzata, incendi e reati predatori. anche l’indagine sui maltrattamenti ai danni di ragazzi con disabilità ospitati in una struttura gestita da una ONLUS, che portò all’arresto di tre operatori, a conferma di un’attenzione investigativa rivolta non soltanto alla criminalità organizzata, ma anche alla tutela delle persone più fragili e vulnerabili“, rimarca Noè.

Giovinazzo e la capacità di ascoltare il territorio

“Un elemento che merita particolare attenzione perché racconta un’altra dimensione del servizio dell’Arma: la capacità di ascoltare il territorio, raccogliere le segnalazioni dei cittadini e intervenire laddove le persone più indifese hanno maggiormente bisogno dello Stato. A Crotone il profilo investigativo si è ulteriormente consolidato. Le operazioni “Sahel”, “Nemesis”, “Wave”, “Oleum” e “Libeccio”, insieme alla cattura di latitanti e all’individuazione di presunti fiancheggiatori, testimoniano un’attività intensa contro la ndrangheta, il traffico di droga, le estorsioni, le infiltrazioni criminali e i reati ambientali. Ma ridurre Giovinazzo ai numeri delle operazioni sarebbe ingiusto Dietro ogni arresto, ogni indagine e ogni risultato investigativo ci sono Carabinieri che lavorano giorno e notte, spesso in condizioni difficili, con turni impegnativi, responsabilità crescenti e un carico psicofisico che troppo spesso rimane invisibile. Ed è proprio questa la dimensione che, come organizzazione sindacale, riteniamo fondamentale sottolineare”, sottolinea Noè.

Il bilancio dell’esperienza crotonese parla chiaro

La sicurezza non si costruisce soltanto negli uffici investigativi o durante le grandi operazioni. Si costruisce ogni giorno attraverso uomini e donne in uniforme che conoscono il territorio, ascoltano i cittadini, intervengono nelle emergenze e rappresentano lo Stato anche nei momenti più difficili. È questa sensibilità verso le comunità e, contemporaneamente, verso il personale dell’Arma che riteniamo debba accompagnare ogni grande responsabilità di comando. Il bilancio dell’esperienza crotonese parla chiaro: centinaia di arresti, migliaia di persone denunciate, oltre 12.600 servizi perlustrativi, quasi 59.000 persone controllate e migliaia di reati perseguiti. Ma altrettanto importante è il dato rappresentato dalla crescente fiducia di imprenditori e commercianti che hanno trovato il coraggio di denunciare le pressioni estorsive. Questo significa che, quando l’Arma è presente, autorevole e vicina, lo Stato diventa più forte e il cittadino meno solo”, aggiunge Noè.

Noè: “rivolgo al Colonnello Giovinazzo le mie più sincere congratulazioni per il nuovo incarico”

“Come Segretario Generale Regionale Calabria del Nuovo Sindacato Carabinieri, rivolgo dunque al Colonnello Giovinazzo le mie più sincere congratulazioni per il nuovo incarico. La Calabria ha bisogno di istituzioni forti, ma anche di uomini delle istituzioni capaci di ascoltare. Ha bisogno di sicurezza, ma anche di attenzione alle condizioni di chi quella sicurezza la garantisce ogni giorno. Portare un ufficiale con questa esperienza allo Stato Maggiore della Legione significa mettere a disposizione dell’intera Calabria una professionalità maturata tra investigazione, comando, territorio e grandi operazioni. E significa, soprattutto, affidare una responsabilità importante a un uomo che ha conosciuto da vicino le esigenze dei cittadini e quelle dei Carabinieri. A nome del Nuovo Sindacato Carabinieri Calabria, buon lavoro, Colonnello Giovinazzo. La nuova responsabilità è prestigiosa. La Calabria osserva, il personale dell’Arma guarda con attenzione e i cittadini chiedono sicurezza, presenza e ascolto. È da qui che deve continuare il cammino: più sicurezza per i cittadini, più attenzione per i Carabinieri, più forza alle istituzioni”, conclude Noè.