Meloni stasera a “Porta a Porta”: la lezione di patriottismo a Vannacci e “l’assurdo buon senso” sul burqa 

Nella puntata di questa sera di Porta a Porta, Giorgia Meloni affronterà tutti i temi caldi: dalla lettera del Pd sui 14 miliardi di deficit alla sicurezza nelle scuole, fino a Vannacci, Zes unica e bollette

Giorgia Meloni apre al confronto con Elly Schlein sul tema dell’energia, rivendica il lavoro del governo sui conti pubblici, difende le misure su tasse, bollette, Zes unica e detassazione degli aumenti contrattuali, e interviene anche sui temi più divisivi come il divieto del burqa a scuola e le polemiche sul generale Roberto Vannacci. Ospite di Porta a Porta, la presidente del Consiglio, secondo le anticipazioni circolate, ha affrontato numerosi dossier politici ed economici, commentando anche il dibattito sul possibile voto anticipato, sulla legge elettorale e sul ruolo dell’Italia nello scenario europeo.

Meloni e la lettera di Schlein sull’energia: “è un interlocutore naturale”

Il primo tema affrontato dal premier è stato il rapporto con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, dopo la lettera inviata dal leader dem sulle misure da adottare per affrontare la crisi energetica. “Schlein, il segretario del principale partito di opposizione, è evidentemente un interlocutore naturale per me” ha detto Meloni.

Il presidente del Consiglio ha spiegato che non si tratta di una scelta politica personale, ma del riconoscimento del ruolo affidato dagli elettori. “Non perché io scelga i miei interlocutori, esattamente perché io non li scelgo, perché io riconosco e rispetto gli interlocutori che i cittadini scelgono” ha chiarito.

“In questo caso, ovviamente, il segretario del partito di maggioranza relativa nell’opposizione è l’interlocutore naturale” ha aggiunto. Secondo Meloni, nella proposta avanzata da Schlein ci sarebbe anche un riconoscimento del lavoro svolto dall’esecutivo.

“Da Schlein è arrivato un implicito riconoscimento del lavoro che ha fatto il governo” ha dichiarato. Il premier ha poi fatto riferimento ai 14 miliardi di maggiore deficit possibile ottenuti dall’Italia per affrontare la crisi energetica.

“La lettera che invia il segretario del Partito democratico, Elly Schlein, proponendo come spendere questi 14 miliardi di maggiore deficit possibile, è una lettera che lei può inviare perché il governo italiano ha condotto una battaglia per avere deficit aggiuntivo per affrontare la crisi energetica” ha spiegato.

“E quando abbiamo portato avanti questa battaglia ci si disse che non avevamo portato a casa niente, che era una battaglia velleitaria, che gettavamo fumo negli occhi” ha aggiunto. Meloni ha citato anche il Piano casa, ricordando il cambio di posizione del centrosinistra.

“Anche nelle proposte che ho visto della segretaria Schlein c’è molto riconoscimento del lavoro del governo: si chiedono più risorse per il Piano casa. Ricordo quando il Pd diceva che il Piano casa era una scatola vuota; adesso si chiede di metterci più risorse, quindi non è più una scatola vuota. Ci sono delle proposte che mi sembrano sensate, ragionevoli”, ha concluso.

Legge elettorale, Meloni: “deve essere cucita sull’interesse dei cittadini”

Altro tema centrale dell’intervista è stato quello della legge elettorale e del rapporto tra rappresentanza e governabilità. “Le leggi elettorali le devi cucire addosso all’interesse dei cittadini”, ha affermato Meloni. Il premier ha respinto l’idea che una legge elettorale possa essere costruita per favorire una determinata parte politica. “Io non penso che ci si possa disegnare addosso le leggi elettorali”, ha detto. “Questa non è una legge che favorisce il centrodestra e non è una legge che favorisce il centrosinistra. Questa è una legge che favorisce i cittadini” ha spiegato.

Secondo Meloni, il punto centrale deve essere la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente indirizzo politico e rappresentanti. “Qual è, secondo me, l’interesse dei cittadini? Avere una classe politica che risponda al popolo. E questa è una legge che consente di scegliere il partito, la coalizione, il parlamentare, il candidato premier e il programma e di dare a chi viene scelto dal popolo i numeri per governare cinque anni”.

“Quindi stabilità, perché anche qui la continuità e la stabilità per realizzare un programma che è stato indicato dai cittadini fa chiaramente la differenza” ha concluso.

Divieto del burqa a scuola: “misura di assurdo buon senso”

La presidente del Consiglio ha poi parlato del possibile divieto del burqa nelle scuole, difendendo la misura come una questione legata alla sicurezza e ai diritti delle donne. “Mi pare una misura di assurdo buon senso, che nulla ha a che fare con il tema della discriminazione, ha tanto a che fare invece con il tema di consentire a noi, ovviamente, di mettere a terra norme sacrosante anche per ragioni di sicurezza” ha dichiarato.

“Sono norme che chiaramente servono anche per un fatto di sicurezza” ha aggiunto. Meloni ha ricordato che norme simili sono presenti in altri Paesi europei. “Provvedimenti simili che vietano di presentarsi a scuola o all’università, in molti casi anche negli uffici pubblici, con il volto coperto, esistono in mezza Europa. Esistono addirittura in una serie di Paesi a maggioranza islamica”.

Il premier ha poi richiamato il tema della tutela femminile. “Poi qui ci sarebbe anche un tema legato alle cosiddette pari opportunità, ai diritti della donna, che pure mi pregio di difendere. E mi fa un po’ specie che spesso gli stessi che ci dicono che non difendiamo abbastanza i diritti delle donne perché magari io non mi faccio chiamare la presidenta, poi invece, di fronte a una misura del genere, non ritengano che il tema dei diritti delle donne vada affrontato” ha concluso.

Vannacci e le accuse del Financial Times: Meloni chiede “parole molto chiare”

Sul caso Roberto Vannacci e sulle accuse riportate dal Financial Times riguardo a presunti legami con la Russia, Meloni ha precisato di non avere elementi per sostenere questa tesi. “Non ho elementi per dire che Vannacci sia un cavallo di Troia della Russia” ha detto. Il premier ha però raccontato di aver contestato alcuni contenuti diffusi da ambienti vicini al generale.

“Mi è accaduto recentemente che alcune pagine vicine all’onorevole Vannacci, ma dico vicine perché lui ha rilanciato i contenuti, abbiano, per attaccarmi, utilizzato alcuni argomenti che sono propri della più vergognosa propaganda russa contro di me. Segnatamente accuse di fare uso di droga con il presidente ucraino, quando non di avere una relazione con il presidente ucraino”, ha aggiunto.

Meloni ha quindi chiesto una presa di posizione. “Credo che su questo sia legittimo aspettarsi da una persona che si definisce patriota parole molto chiare. Io posso piacere, posso non piacere, ma rappresento l’Italia. E accuse così vergognose e infamanti contro chi rappresenta l’Italia da parte di una propaganda di questo genere sono accuse di fronte alle quali un patriota alza la testa. E poi su questo mi aspetto parole molto chiare e ufficiali. Sono rimasta colpita dal fatto che finora, invece, l’onorevole Vannacci sia rimasto in silenzio” ha concluso.

Voto anticipato e Zes unica: “lavoriamo sulle semplificazioni”

Sul possibile voto anticipato in primavera, Meloni ha risposto con una battuta. Alla domanda sul perché molti parlino di elezioni anticipate, il premier ha scherzato: “perché non vedono l’ora di levarci dalle scatole presumo, ma lo dicono dall’inizio”.

Per quanto riguarda la possibilità di estendere la Zes unica a tutto il territorio nazionale, Meloni ha spiegato che il governo sta lavorando soprattutto sulle semplificazioni. “È complicato soprattutto cercare di capire come si fa a portare una misura che ha funzionato molto bene su tutto il territorio nazionale per favorire gli investimenti” ha spiegato.

“Quello su cui stiamo lavorando è soprattutto l’estensione delle semplificazioni che sono previste da adesso. Questo anche per rispondere al tema dei costi. C’è ovviamente anche la questione dei crediti d’imposta, ma quello che io considero più importante di tutto è come semplificare per un’azienda che chiede l’autorizzazione e che vuole investire, creare ricchezza e creare posti di lavoro”.

“E questo è quello su cui ci stiamo in questo momento concentrando. È una misura che è in dirittura d’arrivo, penso in uno dei prossimi Consigli dei ministri sarà operativa. È una misura sulla quale mi pare ci sia anche una certa convergenza”.

Bollette, tasse e lavoro: la linea del governo secondo Meloni

Sul fronte economico, il premier ha rivendicato le misure adottate per contenere il costo dell’energia. “60 miliardi sono stati la spesa complessiva negli ultimi quattro anni per cercare di calmierare le bollette delle famiglie e delle imprese”.

Meloni ha poi parlato di diversificazione energetica. “E poi la diversificazione sia delle fonti che degli approvvigionamenti. Abbiamo riaperto al nucleare, abbiamo fatto più 40% di rinnovabili, a dispetto di quelli che dicono che noi siamo contrari alle energie rinnovabili”.

“Adesso abbiamo accelerato anche per l’estrazione del petrolio italiano, perché noi lo andiamo a comprare in giro per il mondo, ma poi ce l’abbiamo nei nostri mari. Cioè stiamo facendo tutto quello che possiamo, ovviamente anche per aumentare la produzione e per dipendere il meno possibile anche dall’estero”.

Sul tema delle tasse, Meloni ha respinto le accuse di aumento della pressione fiscale: “non le abbiamo aumentate, le abbiamo tagliate. La pressione fiscale, a dispetto di quello che il nome ci può lasciare intendere, non misura quanto sono alte le tasse. La pressione fiscale misura il rapporto tra le entrate dello Stato e il prodotto interno lordo. Per cui, quando tu hai un milione e duecentomila nuovi lavoratori che pagano le tasse su quel lavoro, le entrate allo Stato aumentano anche se le tasse sono diminuite”.

Il premier ha inoltre confermato la volontà di prorogare la detassazione degli aumenti contrattuali: “è una misura che io voglio confermare nella prossima legge di bilancio. Nel privato abbiamo fatto diverse cose. L’ultima è stata la detassazione degli aumenti contrattuali. Quindi chiaramente lo devi rimandare alla contrattazione tra le parti sociali, ma noi abbiamo portato al 5% la tassazione sull’aumento contrattuale. Vuol dire che quando il contratto viene rinnovato e tu prendi un aumento di 100 euro, prima lo Stato si prendeva di questi 100 euro tra i 25 e 28 euro, adesso si prende 5″.

La crescita italiana e il nodo della produttività

Infine Meloni ha analizzato le difficoltà strutturali dell’economia italiana. “L’Italia non cresce come dovrebbe per problemi che sono prevalentemente di carattere strutturale” ha detto. Tra le criticità indicate dal premier ci sono la produttività e la struttura del sistema produttivo. “C’è una bassa produttività che è dovuta intanto alla natura del nostro tessuto produttivo. Noi abbiamo moltissime micro e piccole imprese, ovviamente, e da una difficoltà, o comunque da investimenti sull’innovazione, sul capitale umano, che non sono sufficienti. E poi c’è un tema, che è legato al costo dell’energia. E anche questa è una materia strutturale estremamente complessa sulla quale abbiamo lavorato tantissimo in questi anni”.

Meloni ha ribadito ancora una volta il peso delle misure energetiche adottate dal governo: “60 miliardi sono stati la spesa complessiva negli ultimi quattro anni per cercare di calmierare le bollette delle famiglie e delle imprese”.