E’ bastata una nota stampa di un esponente del PD (Rosellina Madeo), poche righe, per smontare settimane di bugie e polemiche: quello delle rimodulazioni Ryanair non è un problema solo di Reggio Calabria. Non che ci volesse la bacchetta magica, in realtà, ma semplicemente un po’ di logica, buon senso e anche onestà intellettuale. Il comunicato arriva, come detto, da un Consigliere Regionale calabrese del Partito Democratico, lo stesso PD che – a Reggio Calabria – da tempo ormai ne approfitta per narrare una realtà distorta rispetto alle rimodulazioni di Ryanair all’Aeroporto “Tito Minniti”. In fondo, lo avevamo scritto su StrettoWeb la settimana scorsa: le rimodulazioni non dipendono dalle compagnie o dalle città, bensì perché alcune rotte non sono considerate redditizie a livello internazionale per l’inverno, soprattutto per il boom dei prezzi dei carburanti. E quindi rimodulazioni a Reggio, Lamezia, Catania, ma anche a Milano e Roma.
Solo a Reggio Calabria alcuni super esperti, che magari in 50 anni non avranno mai superato Bocale da un alto e Catona dall’altro, hanno insistito su una narrazione “forzata”, con il solo obiettivo di attaccare Occhiuto e Cannizzaro, i quali hanno avuto il merito di rilanciare l’Aeroporto di Reggio Calabria, mentre prima lo stesso stava per chiudere. Ed è stato anche grazie a questo rilancio se oggi Studio Aperto ha potuto dedicare un servizio su Reggio e la Calabria, sottolineando il fatto che sia la Regione italiana con la crescita più alta.
“Gli aeroporti calabresi hanno registrato il segno più per la stagione estiva e neppure il tempo di assaporare il risultato che ecco la notizia: drastico taglio di Ryanair su molti voli, specialmente da e per Lamezia Terme. Una situazione complessiva che riguarda tutta Europa ma che nella nostra regione, tagliata fuori dall’Alta Velocità e scollegata con gli altri e con sé stessa, pesa ancora di più”, ha dichiarato Rosellina Madeo. E’ stata lei stessa – ribadiamo, in qualità di esponente PD – ad evidenziare che la situazione complessa riguarda tutta Europa. Quindi non Reggio, ma l’Italia e – appunto – l’Europa.
Il caso Ryanair e le polemiche sulle rotte calabresi
La questione delle rimodulazioni dei voli Ryanair continua dunque ad alimentare il dibattito politico e pubblico in Calabria, ma il quadro tracciato dalla stessa esponente del Partito Democratico sembra ridimensionare una lettura esclusivamente locale della vicenda. Le modifiche ai collegamenti della compagnia irlandese, infatti, non sono state annunciate soltanto per gli aeroporti calabresi, ma rientrano in una strategia più ampia che coinvolge numerosi scali europei.
Il punto centrale riguarda la sostenibilità economica delle rotte durante la stagione invernale. Le compagnie aeree, come accade periodicamente, valutano l’effettiva redditività dei collegamenti sulla base della domanda prevista, dei costi operativi e delle condizioni del mercato. L’aumento del prezzo dei carburanti rappresenta uno degli elementi che ha inciso sulle scelte di revisione dei programmi di volo, portando a una riorganizzazione dell’offerta su diverse destinazioni.
Le stesse dinamiche coinvolgono diversi aeroporti italiani
Il fenomeno non riguarda quindi esclusivamente la Calabria e non può essere ricondotto a una singola città o a un singolo aeroporto. Le rimodulazioni interessano diversi scali italiani, compresi grandi aeroporti nazionali, e fanno parte di una revisione complessiva delle tratte ritenute meno convenienti nel periodo invernale. In questo scenario, l’Aeroporto di Reggio Calabria si trova a vivere una fase particolarmente significativa dopo il rilancio degli ultimi mesi, con una crescita dei collegamenti e una maggiore attenzione nazionale sullo scalo dello Stretto. Un percorso che, secondo la linea sostenuta dalla maggioranza regionale, ha consentito allo scalo di tornare protagonista dopo anni difficili.
Al di là delle polemiche, il tema centrale resta quello della continuità territoriale e della possibilità per una regione periferica come la Calabria di mantenere collegamenti efficienti e accessibili con il resto d’Italia e d’Europa. La crescita registrata durante la stagione estiva dimostra il potenziale del territorio, ma la vera sfida sarà consolidare questi risultati anche nei mesi meno favorevoli. La vicenda Ryanair diventa così un nuovo capitolo del confronto sul futuro dei trasporti calabresi: da una parte la necessità di difendere i risultati raggiunti negli aeroporti regionali, dall’altra l’esigenza di continuare a lavorare per evitare che la riduzione stagionale delle rotte possa trasformarsi in un problema permanente per cittadini e imprese.
