Le dichiarazioni di Angelo Bonelli a Villa San Giovanni sul Ponte sullo Stretto continuano a suscitare reazioni e riflessioni. Dopo l’intervento del leader di Europa Verde, che ha chiesto di destinare altrove i circa 14 miliardi di euro previsti per la grande opera, un lettore di StrettoWeb ha voluto condividere una propria analisi, concentrandosi sul confronto con altre infrastrutture in fase di realizzazione in Italia. Bonelli, durante la sua visita sullo Stretto, aveva sostenuto la necessità di utilizzare quelle risorse per altre priorità, citando tra gli obiettivi il contrasto alla crisi climatica, la gestione delle piogge torrenziali e la lotta all’erosione costiera. Una posizione che si inserisce nel dibattito già emerso nei giorni scorsi sul tema del cosiddetto “benaltrismo” legato alle grandi opere.
Nella sua lettera inviata alla redazione, il lettore prende spunto proprio dalle parole di Bonelli per porre una domanda sul diverso atteggiamento nei confronti di altre infrastrutture considerate strategiche. “Ancora oggi leggo sul vostro giornale l’ennesimo intervento dell’onorevole Bonelli contro la costruzione del Ponte sullo Stretto e sulle cui vacue sue motivazioni non ritengo valga la pena soffermarmi”, scrive il lettore. Secondo la riflessione proposta, il Ponte sullo Stretto rappresenterebbe un’opera in grado di incidere significativamente sui collegamenti tra la Sicilia, il resto d’Italia e l’Europa, con ricadute sulla mobilità e sul sistema dei trasporti. “Si sa che la realizzazione di questa utilissima struttura da sola vale a smaltire l’enorme traffico veicolare tra la Sicilia e il resto dell’Europa con tutti i benefici che ne derivano”, prosegue il lettore.
Il confronto con il tunnel subacqueo di Genova
Il punto centrale della lettera riguarda il confronto con il progetto del tunnel subacqueo di Genova, un’opera prevista per alleggerire il traffico cittadino e che, secondo quanto riportato dal lettore, avrà una lunghezza di poco superiore ai 4 chilometri, con un costo stimato di circa 1,4 miliardi di euro e un completamento previsto entro il 2029. “Leggevo nei giorni scorsi che per alleggerire il traffico veicolare in una parte della città di Genova è già in fase di avanzata costruzione un tunnel subacqueo che una volta ultimato (entro il 2029) avrà una lunghezza di poco più di 4 km e sarà costato circa 1 miliardo e 400 milioni”, sottolinea il lettore.
La riflessione non mette in discussione l’utilità dell’infrastruttura ligure, ma solleva una questione sul diverso approccio politico e mediatico riservato alle due opere. “Nulla da dire sulla realizzazione e sulla utilità di quest’opera, però, a meno che non mi sia sfuggito, non ricordo nessuna manifestazione di protesta posta in essere da Bonelli e compagni per dire che quel tunnel è inutile e che sarebbe più utile investire quei soldi per i bisogni più impellenti degli italiani, quali la Sanità, il caro carburante e quant’altro”.
La lettera del lettore riporta dunque al centro del dibattito il tema delle priorità infrastrutturali del Paese e del rapporto tra investimenti pubblici, mobilità e sviluppo dei territori. Il confronto tra Ponte sullo Stretto e tunnel subacqueo di Genova diventa così, nella riflessione inviata a StrettoWeb, un’occasione per interrogarsi sulla coerenza delle posizioni politiche rispetto alle diverse opere pubbliche in programma sul territorio nazionale. E la riflessione del lettore è la stessa che, nel marzo 2024, avevamo posto anche noi.

