Nel dibattito sulla Festa della Madonna della Consolazione e sulle riflessioni che hanno accompagnato la discussione pubblica sulle modalità di svolgimento degli eventi, arriva anche il contributo di un cittadino di Reggio Calabria. Francesco Polimeni ha inviato alla redazione di StrettoWeb una lettera nella quale esprime il proprio punto di vista, apprezzando il confronto aperto sul tema e proponendo alcune riflessioni sulla necessità di tutelare una tradizione molto sentita dalla città, intervenendo al tempo stesso su organizzazione, sicurezza e decoro.
“Gentile direttore, volevo farti i complimenti per il coraggio che hai avuto in questa occasione (ma anche in altre a dire il vero) nello scrivere delle cose così fuori tendenza, come un vero giornalista dovrebbe sempre fare, non accodarsi ma dire con chiarezza le proprie opinioni, con garbo, ma con serietà, senza pensare alle contestazioni che opinioni così divisive possono creare. Che si sia o meno d’accordo con te viene dopo, prima viene la stima e il plauso per vedere finalmente a Reggio giornalisti che ci mettono la faccia senza paura, senza cerchiobottismi”.
“La festa di Madonna non è giusto che venga abolita, ma riportata nell’ alveo di una maggiore compostezza e civiltà sì. Ad esempio, perché i concerti invadono la via Marina e non vengono più proposti a piazza del Popolo? controlli maggiori sulle carni che vengono messe nei panini; maggiore presenza e vigilanza di vigili urbani e forze dell’ ordine; evitare di chiudere le strade per tutto questo tempo. Applausi per i fuochi: sono favorevole, non sono rivolti a nessuno in particolare ma sono una manifestazione di apprezzamento che ci può stare, direi che un applauso non ha mai fatto male a nessuno e non è nemmeno pericoloso”.
“Due altre cose: vanno bene le critiche ma non ergersi su piedistalli e ritenersi superiori agli altri, e neanche le accuse a chi viene dalla provincia, che spesso può dare lezioni di civiltà a tutti. Come sempre, contano le persone non la provenienza. In sostanza ribadisco la stima e l’ apprezzamento per avere avuto il coraggio di gettare un sasso in uno stagno ammuffito e silenzioso, per avere stimolato il dibattito che nessun altro (né politico né giornalista) ha avuto il coraggio e l’ intelligenza di stimolare”.

