Dopo il dibattito acceso sulla Festa della Madonna della Consolazione e sulle riflessioni legate al futuro della ricorrenza più sentita dai reggini, arriva anche il contributo di Giovanni Polimeni, cittadino che ha inviato alla redazione di StrettoWeb una lettera di analisi e approfondimento. Nel suo intervento affronta il rapporto tra tradizione religiosa, devozione popolare e dimensione civile della festa, precisando alcuni aspetti storici e normativi e condividendo al tempo stesso la necessità di una maggiore attenzione al decoro e al significato autentico della celebrazione.
“Gentile Direttore, Scrivo la presente per esprimere il mio parere sul suo articolo “Abolite la festa”. Concordo con Lei sulla degenerazione – tipicamente reggina – di un evento che nasce come espressione della fede del popolo verso la Vergine Maria nel segno del quadro che viene condotto in processione. Credo sia opportuno, tuttavia, fare alcune precisazioni. Per diverse vie storiche e devozionali, sia San Giorgio che la Madonna della Consolazione sono a pieno titolo civile e canonico patroni della città di Reggio Calabria; ai sensi della normativa civile vigente, può essere designato un solo giorno come festivo in occasione della ricorrenza del santo patrono. Sul tema specifico della devozione alla Madonna che Lei riporta essere “farlocco”, non condivido non tanto il merito quanto il metodo dell’affermazione”.
“Essendo questione di fede, non credo sia utile discutere se sia vero o meno che la Vergine Maria abbia protetto la città durante le pestilenze, se non altro perché si potrebbe obiettare ancora prima che, in generale, Dio, i miracoli, i patroni e quanto materia di fede siano solo “oppio dei popoli”. Qualunque devozione, ivi inclusa quella di san Giorgio che Lei cita, può essere vista – a mio fallibile avviso – con gli occhi del caso o con gli occhi della fede: sta alla piena discrezionalità dell’osservatore decidere con quali intendere”.
“In ultimo, anche Bologna presenta una tradizione patronale pienamente sovrapponibile alla nostra. Il patrono c.d. civico è San Petronio (corrispondente a san Giorgio), ma è altresì venerato la Beata Vergine di San Luca, il cui santuario è posto su un colle da cui l’effige viene portata processionalmente in cattedrale per una settimana di celebrazioni in modo pressoché identico, sotto il profilo religioso, a quanto avviene a Reggio”.
“Precisati questi aspetti, concordo pienamente con lei sul resto e anzi, da cattolico, ritengo svilente nei confronti della Madonna che la festa in suo onore venga ridotto a un tale mercimonio. Indubbiamente la secolarizzazione della società ha prodotto come esito la commistione degli eventi religiosi con quelli civili, oggi visti come espressione di folklore piuttosto che di fede e devozione. Servirebbe certamente una maggiore responsabilità da parte di tutti, probabilmente anche più regole da parte di chi controlla allo scopo di non rendere atti e comportamenti oggettivamente incivili giustificati “pirchì è festa Maronna”. La ringrazio per l’occasione di riflessione e le auguro buona fortuna a trovare parcheggio alle bancarelle, se le dovesse servire l’ennesimo modello di folletto nuovo. Cordialmente,
Giovanni Polimeni.
P.S.
L’applauso ai fuochi ha la stessa funzione e piacevolezza di quello al momento dell’atterraggio dell’aereo”.

