Calabria, Occhiuto ha indetto il Referendum sulla riforma dello Statuto: ecco quando si vota e cosa cambia

Il presidente Roberto Occhiuto ha indetto la consultazione popolare sulla legge statutaria che modifica l’assetto istituzionale regionale: il quesito riguarda l’introduzione dei sottosegretari e l’ampliamento della Giunta, mentre resta aperto il contenzioso davanti al Tar

La Calabria si prepara a tornare alle urne per un appuntamento istituzionale di rilievo: il referendum popolare sulla riforma dello Statuto regionale si svolgerà domenica 29 novembre 2026. A indire ufficialmente la consultazione è stato il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, con un decreto che stabilisce la chiamata al voto di tutti gli elettori calabresi.  Il referendum riguarda la modifica dello Statuto della Regione Calabria, ovvero la carta fondamentale che definisce principi, organizzazione e funzionamento dell’ente regionale. La consultazione nasce dalla volontà di sottoporre direttamente ai cittadini il testo della legge regionale 3 marzo 2026, numero 9, approvata dal Consiglio regionale della Calabria. Gli elettori saranno chiamati a esprimersi sul testo della legge statutaria approvato dall’assemblea legislativa regionale con la seconda deliberazione del 27 gennaio 2026, secondo quanto previsto dalla procedura per le modifiche degli statuti regionali.

Il quesito referendario sulla riforma dello Statuto regionale

Il voto del 29 novembre 2026 riguarderà un quesito specifico: ai cittadini calabresi sarà chiesto se sono favorevoli alla modifica statutaria approvata dal Consiglio regionale. La consultazione non riguarda una legge ordinaria, ma una riforma dello Statuto regionale, cioè una modifica dell’architettura istituzionale della Regione. Tra gli interventi previsti dalla nuova disciplina vi sono soprattutto due elementi destinati a modificare l’organizzazione politica e amministrativa dell’ente: l’introduzione della figura dei sottosegretari regionali e l’ampliamento del numero dei componenti della Giunta regionale. Si tratta di cambiamenti che incidono sul funzionamento degli organi regionali e che, proprio per la natura statutaria della modifica, vengono sottoposti al giudizio diretto degli elettori attraverso il referendum.

Sottosegretari e Giunta più ampia: cosa cambia con la riforma

La riforma dello Statuto della Calabria interviene quindi sull’organizzazione interna della Regione. L’introduzione dei sottosegretari prevede una nuova figura di supporto all’attività della Giunta e del presidente della Regione, con l’obiettivo di rafforzare il raccordo tra l’esecutivo regionale e le strutture amministrative. Parallelamente, la modifica statutaria prevede un ampliamento della Giunta regionale, intervenendo sulla composizione dell’organo esecutivo. Il tema dell’assetto istituzionale regionale è da tempo al centro del dibattito politico calabrese, soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio tra esigenze di rappresentanza, organizzazione amministrativa ed efficacia dell’azione di governo. Con il referendum saranno quindi direttamente i cittadini a esprimersi sulla modifica dello Statuto.

La richiesta di referendum presentata da sette consiglieri regionali

La consultazione popolare arriva dopo la richiesta avanzata da sette consiglieri regionali, che hanno attivato la procedura prevista per sottoporre agli elettori una modifica statutaria. L’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ha esaminato la richiesta e ne ha dichiarato l’ammissibilità. Questo passaggio ha consentito di procedere verso la convocazione del referendum, poi formalizzata dal presidente della Regione con il decreto di indizione. La Costituzione italiana prevede infatti che le modifiche agli Statuti delle Regioni a statuto ordinario possano essere sottoposte a referendum popolare qualora ne facciano richiesta determinati soggetti istituzionali, secondo le modalità stabilite dalla normativa.

Referendum Calabria 2026, urne aperte solo domenica 29 novembre

Gli elettori calabresi saranno chiamati al voto nella sola giornata di domenica 29 novembre 2026. I seggi resteranno aperti dalle ore 7 alle ore 22, consentendo ai cittadini di partecipare alla consultazione sulla riforma dello Statuto regionale. La votazione coinvolgerà tutti gli aventi diritto residenti in Calabria, chiamati a esprimersi sul quesito relativo alla legge statutaria approvata dal Consiglio regionale. Come per ogni referendum, sarà necessario recarsi al proprio seggio elettorale muniti di documento di identità valido e tessera elettorale.

Resta aperto il ricorso al Tar Calabria sulla procedura referendaria

Parallelamente al percorso istituzionale che porta al voto, rimane aperto anche un fronte giudiziario. È infatti ancora pendente il contenzioso davanti al Tar di Catanzaro, chiamato a esaminare il ricorso presentato dalla Regione Calabria. La camera di consiglio era stata fissata al 2 settembre e il decreto di indizione del referendum specifica che la consultazione viene convocata nelle more della decisione dell’autorità giudiziaria. La presenza del procedimento amministrativo rappresenta quindi un elemento che accompagna il percorso verso il referendum, in attesa degli eventuali sviluppi della vicenda giudiziaria.

La Calabria verso un voto istituzionale decisivo

Il referendum del 29 novembre 2026 rappresenta un passaggio significativo nella vita istituzionale della Regione Calabria. Per la prima volta i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi direttamente su una modifica dello Statuto regionale, con un voto che riguarda il modello organizzativo della Regione e il funzionamento dei suoi organi principali.

Al centro della consultazione ci sono temi come la composizione della Giunta regionale, il ruolo dei sottosegretari e più in generale il modo in cui la macchina istituzionale calabrese sarà strutturata nei prossimi anni. L’esito della consultazione determinerà quindi il futuro della riforma statutaria approvata dal Consiglio regionale: saranno gli elettori calabresi a decidere se confermare o meno il nuovo assetto previsto dalla legge regionale numero 9 del 3 marzo 2026.