L’iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto incassa un’ulteriore e decisiva conferma da parte delle istituzioni europee, garantendo la prosecuzione dell’opera senza il rischio di blocchi burocratici o azzeramenti procedurali. La Commissione Ue ha infatti riconosciuto la corretta applicazione delle norme comunitarie, certificando che l’aggiornamento del corrispettivo per l’infrastruttura rispetta appieno i parametri stabiliti a livello sovranazionale. Sulla questione è intervenuto direttamente l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, il quale ha commentato gli ultimi sviluppi legati alla possibilità di mantenere il vecchio appalto. La presa di posizione dell’esecutivo europeo rappresenta un passaggio chiave che dissipa i dubbi sollevati nelle scorse settimane, confermando la solidità giuridica del percorso intrapreso dal governo italiano e dagli enti preposti.
Rispetto dei limiti europei e variazione dei prezzi
Nel suo intervento ufficiale, Pietro Ciucci ha sottolineato la natura degli adeguamenti finanziari, evidenziando come l’incremento di spesa rispetti quanto prescritto dall’articolo 72 della Direttiva Appalti. Per il vertice della società concessionaria, le indicazioni giunte da Bruxelles confermano che l’adeguamento economico non richiede in alcun modo l’indizione di una nuova gara. Riportando testualmente la dichiarazione dell’amministratore delegato: “Le dichiarazioni della Commissione Ue confermano quanto più volte affermato nelle diverse sedi circa la corretta applicazione e il rispetto di quanto previsto dall’art. 72 della Direttiva Appalti. L’aggiornamento del corrispettivo del Contraente Generale rientra nel limite del 50% e quindi non richiede una nuova gara. L’aumento del corrispettivo, come più volte sottolineato, è prevalentemente determinato dalla variazione dei prezzi e non da maggiori lavori che eventualmente rilevano sul rispetto del limite fissato dalla Direttiva. E’ inoltre stato chiarito dalla Commissione Ue che modifiche successive del costo per nuovi lavori vanno valutate singolarmente e non cumulate”.
Valutazione singola dei costi e stabilità del Contraente Generale
Il punto centrale evidenziato dalla governance della Stretto di Messina risiede nella netta distinzione tra l’aumento dei costi generato dall’inflazione e quello legato a eventuali opere integrative. La variazione dei prezzi dei materiali non costituisce infatti una modifica strutturale dell’appalto affidato al Contraente Generale, ma un naturale adeguamento economico previsto dalle normative. Inoltre, il chiarimento sul fatto che le modifiche successive del costo per nuovi lavori debbano essere considerate individualmente e non in maniera cumulata offre una cornice di trasparenza fondamentale per la gestione dei cantieri. La conformità ai requisiti definiti dal limite del 50% e il rispetto delle indicazioni fornite dalla Commissione Ue permettono così all’opera di procedere lungo la tabella di marcia stabilita, mettendo al sicuro l’intero impianto contrattuale.

