Si avvicina la notte del 28 agosto, quella della presentazione della Reggina in vista della nuova stagione. Finalmente, una grande stagione. Dopo i 3 anni peggiori della storia del club, con 3 Serie D consecutive che hanno segnato il punto più basso mai toccato fin qui, l’ennesima coccarda politica, ancor prima che sportiva, a Reggio Calabria soffia un vento diverso. Lotito ha cancellato con un colpo di spugna Ballarino, ha portato competenza, progettualità, serietà, soldi. La squadra è una vera corazzata, lo hanno dimostrato le ultime settimane di mercato. E a proposito di mercato, facciamo un po’ di chiarezza, perchè c’è gente che esultava per Sartore e oggi si straccia le vesti se arriva Jallow.
Calciomercato Reggina: attacco super e i due colpi da 90 in arrivo
La caratura del colpo Jallow ve l’abbiamo già spiegata, ma lo ripetiamo a chi non è stato attento e anche perchè davanti a certe propagande bisogna fare luce. Jallow è un attaccante di Serie C (oltre 200 partite giocate!), negli ultimi anni ha sempre fatto anche i Playoff per la Serie B; in Serie D ha segnato 28 gol in 50 partite, 21 in 33 nell’Aquila Montevarchi, 7 in 15 all’Agnonese. È un attaccante che ha giocato in alta C e scende di categoria, lo fa a 29 anni, nel pieno della maturazione calcistica, ma non vecchio. E non sarà nemmeno la prima opzione offensiva.
L’attaccante top arriverà la prossima settimana. Il nome caldo è quello di Gianmario Comi (Patierno in direzione Casarano). Il tutto in un attacco che conta già su Guida e Alma, giocatori di alta Serie D, categoria che hanno già vinto da protagonisti. Tradotto: le riserve di quest’anno sono più forti e più adatte alla categoria dei “top bomber” annunciati nei 3 anni da Ballarino, poi incapaci di garantire le reti necessarie per la promozione.
Questo succede perchè il DS Romairone, autentico deus ex machina amaranto, con pieni poteri concessi da Lotito, sta curando l’interno progetto Reggina senza farsi condizionare dalla piazza, dai social (0 profili, un dispiacere per quelli che ne hanno 2-3 fake e hanno provato a cercarlo in questi giorni), dalle lune dei tifosi.
I mugugni delle vedove di Ballarino
Dimenticatevi i colpetti anti-rivolta, le effimere figurine buone solo a far contenti i tifosi, i Montalto che facevano sognare ad agosto e disperare a settembre. Romairone punta a profili funzionali alla squadra e alla promozione. Sistemato l’attacco, toccherà poi alla difesa: il nome più gettonato è quello di Baldan, con Domenico Girasole che vedrà ridimensionato il suo ruolo (ammesso che decida di restare).
In una città normale, con una tifoseria ambiziosa, con una mentalità vincente e che non si fa abbindolare da gente che presenta un maestro elementare catanese e promette 10 anni di Serie D, si starebbero facendo i salti di gioia, soprattutto dopo i 3 anni precedenti. E va detto, lo diciamo sempre, gran parte dei tifosi lo ha capito da tempo. Qualcuno, storce il naso.
Fa sorridere che ad arricciare le nari siano gli stessi che si esaltavano all’inverosimile nei 3 anni precedenti, quando Falcomatà gli prometteva gli investitori dal Mondiale per Club, la comunicazione post partita era affida a Versace e Brunetti, chi tirava le fila oggi è scappato a gambe levate verso Campobasso dopo aver fallito l’ennesimo tentativo di affossare la Reggina per qualche altro anno.
Sono gli stessi che parlavano di corazzata riferendosi a un manipolo di calciatori sul viale del tramonto, oggi senza contratto o in Eccellenza, che avrebbe dovuto garantire la promozione a marzo, ma ha garantito solo la possibilità di scegliere, ogni anno, un alibi diverso per giustificare un fallimento a giugno. Quei tifosi, addetti ai lavori, esperti del pallone, schiavi e servi sciocchi di Ballarino che decantavano le lodi di quelle squadre, in cambio di un tozzo di pane, dovrebbero impazzire all’idea di vedere in campo la squadra che sta costruendo Lotito. E, invece, la criticano, mugugnano, fanno i sommelier.
Verrebbe da chiedersi come sia possibile, ma la coerenza non è di casa. Forse, ammettere di aver sbagliato, che quella targata Lotito è la società seria, quella giusta, quella da supportare davvero, costa troppo.
Il bene della Reggina e il bene della città non cambiano a convenienza
La parte finale del nostro articolo la vogliamo utilizzare per esprimere un concetto che ci sta particolarmente a cuore. In questi 3 anni abbiamo sentito e letto di tutto. Prendere una posizione, soprattutto contraria a quella della maggioranza, espone a critiche, giudizi, offese. Fra le accuse più gettonate ci è stata mossa quella di non volere “il bene della Reggina e della città“.
Ora, tralasciando il fatto che per un giornale locale qualsiasi, non solo per StrettoWeb, la Reggina in alt(r)e categorie e una città ai vertici nazionali, porterebbero solo fattori positivi, quindi affossare l’una e l’altra sarebbe controproducente, viene da chiedersi cosa sia il “bene della Reggina e della città”. I 10 anni di Serie D? Le difficoltà di Ballarino? La fuffa di Praticò? Le balle della vecchia Amministrazione, sportive e politiche? Dire solo e sempre che tutto funziona?
StrettoWeb vuole solo il meglio per la Reggina e per Reggio Calabria. Vuole dirigenti (poltici e sportivi) capaci, in grado di amministrare al meglio, di mantenere le promesse, di alzare il livello; vuole le piccole opere che migliorano la vita di tutti i giorni e i servizi essenziali, ma anche le grandi opere come il Ponte sullo Stretto che possano proiettare la città nel futuro; vuole grandi eventi, ma quelli veri (mica il Sunsetland), siano essi di carattere politico, artistico, sociale e sportivo. Vuole tutto ciò che possa contribuire a portare Reggio al livello che merita.
Abbiamo scritto spesso che lo sport è lo specchio della città. StrettoWeb non si accontenta di vedere una Reggio Calabria di Serie D. Non ci troverete mai dalla parte dei mediocri, di chi la città l’ha affossata e vuole mantenerla zavorrata sul fondo di qualsiasi classifica nazionale, anche se questo vuol dire andare in direzione ostinata e contraria e magari essere gli unici a farlo. Perchè difendere un’idea e farlo senza guinzagli di partito, di amicizie, interessi personali, ci permette di essere ciò che siamo. Non dobbiamo piacere, dobbiamo essere giornalisti.
Se qualcuno questa cosa vuole continuare a far finta di non capirla, contento lui. La verità su Ballarino l’abbiamo raccontata a tutti, per 3 anni, anche e soprattutto a quegli stessi tifosi che oggi, secondo business plan, veleggiano in Serie B nella loro realtà parallela. Sappiamo tutti com’è andata a finire e chi ha avuto ragione. Il commento più bello resterà sempre “ci vediamo a maggio“. Negli anni scorsi non abbiamo visto nessuno, quest’anno chissà quanti ne vedremo. Soprattutto, schierati da quale parte.

