Un intervento dai toni ironici con battute talvolta fuori luogo da scompisciarsi dalle risate, quello di Giuseppe Falcomatà in Consiglio regionale della Calabria. L’ex sindaco di Reggio Calabria ha parlato qualche minuto soffermandosi sull’ultimo punto all’ordine del giorno, inserito in mattinata, che prevedeva, tra l’altro, norme sul campo rom di Lamezia e sull’esenzione delle tasse per l’abilitazione professionale. Falcomatà ha costruito il suo intervento alternando osservazioni politiche, battute e vari esempi poco calzanti.
Solidarietà a Patrizia Rodi Morabito dopo l’intimidazione a Rosarno
Prima di entrare nel merito della discussione, Giuseppe Falcomatà ha espresso solidarietà a Patrizia Rodi Morabito per l’intimidazione subita a Rosarno. Un passaggio iniziale di vicinanza istituzionale, inserito in un intervento che poi ha assunto toni più ironici e critici rispetto all’andamento dei lavori consiliari. La solidarietà a Rodi Morabito ha rappresentato l’apertura dell’intervento dell’ex sindaco di Reggio Calabria, che ha voluto richiamare un episodio ritenuto grave prima di spostare l’attenzione sul contenuto dell’ultimo punto all’ordine del giorno.
La battuta sui sottosegretari e sul compagno di scuola impreparato
Nel corso del suo intervento, Giuseppe Falcomatà ha proseguito con un affondo ironico rivolto alla maggioranza e al metodo seguito in Aula. L’ex sindaco di Reggio Calabria ha richiamato il tema dei sottosegretari e ha utilizzato un paragone scolastico per descrivere la situazione. Falcomatà ha affermato: “non ci avete visto arrivare, come con i sottosegretari. Mi sembrate come quel compagno di scuola che tutti abbiamo avuto: impreparato, si preparava all’ultimo secondo leggendo solo le parti in neretto. Oggi sono più confuso che persuaso”.
“Consiglieri geneticamente modificati”, la battuta da ridere di Falcomatà
Tra le battute pronunciate da Falcomatà durante il suo intervento in Consiglio regionale, un altro passaggio ha richiamato l’attenzione dell’Aula. L’ex sindaco ha detto: “ci stiamo modificando, siamo consiglieri geneticamente modificati”. La frase si inserisce nello stesso ragionamento critico sull’andamento dei lavori e sulla natura dell’ultimo punto all’ordine del giorno. Il riferimento ai “consiglieri geneticamente modificati” è stato utilizzato da Falcomatà come ulteriore elemento ironico per commentare una discussione che, secondo il suo intervento, metteva insieme questioni diverse e richiedeva maggiore chiarezza da parte dell’Aula. Insomma, non un intervento da statista ma nemmeno da semplice consigliere regionale: è sembrato piuttosto uno sketch comico.

