Sono rimasti soli. Talmente tanto soli che non c’erano neanche loro. Assenti, non si sono presentati, proprio nel giorno in cui probabilmente è stata sancita la loro fine (sportiva e politica). Proprio nel giorno in cui avrebbero dovuto prendersi le proprie responsabilità, avrebbero dovuto metterci la faccia. Lo hanno fatti altri per loro, prendendosi fischi e insulti. E’ finita malissimo, per B&B, ma non Bed & Breakfast, bensì Ballarino & Brunetti. E’ finita come avevamo ipotizzato tre anni fa: li avrebbero lasciati soli. Alla fine, poi, è la fine che meritano, sempre sportivamente e politicamente parlando, si intende, senza entrare in dinamiche che non ci competono. Oggi giocava la Reggina ma lo stadio era vuoto. Oggi giocava la Reggina ma a nessuno interessava. Mentre giocava, e vinceva, gli ultrà erano sul Corso Garibaldi a protestare. Roba mai vista nella storia. E anche questo è un record. Ovviamente, quando scriviamo che la “loro” Reggina sia finita, intendiamo dire che gli è finito il “giocattolo”, le dichiarazioni assurde e le ospitate a bordo campo. La Reggina, quella vera, ovviamente non finirà mai.
Reggio Calabria, quella calcistica, oggi ha parlato. Ha detto basta, questa volta davvero. Non vuole più l’attuale proprietà, con tutto il “carrozzone” dirigenziale, e non vuole più chi questa proprietà ce l’ha portata, quella politica che avrebbe dovuto assumersi le responsabilità, quella politica che quantomeno avrebbe dovuto essere presente oggi. E invece, coerentemente con un percorso fallimentare e disastroso, Ballarino e Brunetti oggi non c’erano. Né allo stadio, loro che ne hanno saltate poche in questi tre anni, e neanche a Piazza Italia, culmine del lungo corteo degli ultrà. C’erano i candidati Sindaco, c’era Gianni Latella, colui che tre anni fa portò Bandecchi e che avrebbe anche scelto Bandecchi, come comunicato quel giorno stesso dal Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, mentre Brunetti tentava di togliergli il microfono.
Che fossero rimasti soli, ribadiamo, era naturale, scontato, prevedibile, quando un percorso inizia così male e non ha la forza né la struttura per supportarsi da solo. La pazienza della città è durata anche troppo, la proprietà si è sostentata grazie agli allocchi e a quei megafoni della stampa che hanno fatto di tutto per stendergli il tappeto rosso. Ma l’urlo di sdegno degli ultrà, oggi, è andato oltre quello. La verità è emersa: sono rimasti soli, li hanno lasciati soli, e loro non si sono presentati. A testa bassa. Eppure, tre anni fa, si parlò di “D di dignità”…
