Catanzaro, ora la Serie A non è più solo un sogno: i 5 motivi per cui i giallorossi possono puntare alla promozione

Come la società giallorossa ha costruito, passo dopo passo, un progetto sostenibile e competitivo

E’ arrivato a un passo dalla Serie A, ufficialmente. Ma, “moralmente”, il Catanzaro la Serie A l’ha conquistata comunque. Perché quando si gioca bene, quando si è organizzati e seri, quando si dà tutto in campo, quando la tifoseria segue la propria squadra ovunque (e in massa), quando ci sono tanti elementi positivi a supporto, i risultati non arrivano per caso. Ed è per questo che il Catanzaro, oggi, sta “simpatico” a tutti: tifosi delle altre squadre, giornalisti e opinionisti nazionali, media in generale, addetti ai lavori. Ma è un lavoro costruito passo dopo passo, anno dopo anno, consapevolezza dopo consapevolezza.

La parola “Serie A” oggi non è più da nominare con paura, timore, rischio. Non è una chimera. Oggi è un obiettivo ed è un obiettivo concreto. Se la piazza giallorossa, dopo il ritorno in B tre anni fa, pensava che non fosse – quello – il momento giusto per un salto nell’olimpo che sembrava troppo prematuro, oggi sa che invece è possibile, oggi sa che la propria squadra, la propria società, si giocherebbero grosse chance di ben impressionare tra le grandi del calcio.

Ci sono tanti elementi affinché si possa parlare di Serie A obiettivo concreto, già dal prossimo anno. E qui ne elenchiamo cinque.

  1. Una struttura societaria che è già di Serie A
    La struttura del Catanzaro è già di Serie A. Nei ruoli, nelle competenze, nell’organizzazione. Persone giuste, al momento giusto, dal Presidente all’ultimo dei magazzinieri. Persone che sanno cosa fare e quando farlo, senza intromissioni nei ruoli degli altri, senza gaffe, gestiti con serietà da un Presidente altresì serio e competente, diplomatico e ben “visto” anche all’interno della politica calcistica.
  2. Un comparto tecnico che funziona
    I risultati degli ultimi anni, in campo, sono frutto di quelle competenze tecniche oggi sempre meno frequenti, in un calcio che cambia continuamente “progetto”, parola molto nota in questi ambiti. Si sbaglia? Via, esonero. E invece no: a Catanzaro si scelgono le persone giuste, si lasciano sbagliare, si supportano nei momenti di difficoltà e poi i risultati arrivano. Si pensi alle ultime due stagioni “diesel”, con Caserta ed Aquilani usciti fuori alla lunga, verso dicembre-gennaio, nonostante qualche mugugno iniziale. E non per niente, con ben tre allenatori diversi in tre anni, i risultati sono stati sempre migliori.
  3. Risorse economiche ma scelte sagge
    Il Catanzaro non è una società miliardaria, ma neanche l’ultima arrivata. Floriano Noto ha speso tanto, negli anni, soprattutto in Serie C, categoria in cui gli introiti sono pochi. Ma l’ha fatto sempre in modo saggio e così ha continuato a fare in Serie B. Mai passi troppo lunghi, mai passi che potessero compromettere la tenuta economica del club, ma dirigenti, allenatori e calciatori scelti sempre sulla base (e sulla forza) delle proprie idee, della propria filosofia. E le intuizioni sono sempre state giuste, negli ultimi anni: si pensi a Vivarini, a Caserta, ad Aquilani. Si pensi a decisioni “chirurgiche” come il DS Polito o a giocatori esperti come Pietro Iemmello (riportato a casa e fatto “rinascere”), ma anche a giovani come Liberali, vero e proprio colpaccio in ottica futura, “rubato” al Milan e potenzialmente futuribile.
  4. Un entusiasmo che ha pochi eguali in Serie B
    Il Catanzaro ha riempito il “Ceravolo” praticamente sempre, in questi anni, ma fuori casa è andata anche meglio. Quella giallorossa è una delle migliori tifoserie da trasferta non solo in Serie B, ma in tutto il calcio italiano. A tal punto che i 5 mila a Monza di ieri sembrano quasi non fare notizia. Quella giallorossa è una tifoseria matura, entusiasta, ribollente di passione, che supporta veramente, che ci crede.
  5. Una squadra mai rivoluzionata, nel segno della continuità
    In un calcio che cambia sempre, di continuo, in cui basta qualche risultato per un esonero o per un mercato “pazzo”, il Catanzaro agisce con pazienza, logica, saggezza, calma, senza fretta, senza frenesia. In questi anni, mai rivoluzioni nel calciomercato, ma solo scelte oculate in entrata e in uscita, mantenendo uno zoccolo duro e quel timbro da “squadra con 11 italiani in campo”, piaciuta molto ai media italiani che hanno esaltato i giallorossi in queste settimane.

In sintesi, il Catanzaro ha costruito le basi per un futuro da protagonista in Serie A attraverso una gestione societaria seria, un comparto tecnico efficace, investimenti ponderati, tifosi appassionati e continuità nella squadra. Tutti elementi che rendono il salto in massima serie non più un sogno, ma un obiettivo concreto per il prossimo anno.