Reggina, che vergogna! L’Acireale passa al Granillo. Nuovo traguardo di Ballarino: sarà ancora Serie D

La Reggina perde, di nuovo. E questa volta dice addio alla Serie C, avviandosi al quarto anno di Serie D. Profeta, l'ex f.f. Brunetti. Ma oggi, di f.f., se ne consuma un altro: fuffa e fischi

Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Vergogna! Vergogna! Vergogna! La Reggina perde, di nuovo. E questa volta dice addio alla Serie C, avviandosi al quarto anno di Serie D. Anzi, non solo: rischia anche di non fare i playoff. Ennesima figuraccia. Ennesimo incubo: l’Acireale di Cozza passa al Granillo al 93′, vincendo 0-1. Tante chiacchiere, come al solito. “Bisogna vincere di qua”, “bisogna vincere di là”, “bisogna vincerle tutte per sperare al primo posto”. Ebbene sì. La prima gara della settimana, la settimana decisiva per le sorti del torneo, non solo non viene vinta, ma viene anche persa.

Profeta, l’ex f.f. Brunetti. Ma oggi, di f.f., se ne consuma un altro: fuffa e fischi. Fuffa, quella che produce la squadra per tutti i 90 minuti. Fischi, quelli che provengono dallo stadio. Ad esultare è l’ex Ciccio Cozza, che con il suo Acireale passa nello stadio in cui ha esultato decine di volte e si toglie anche qualche sassolino rispetto a qualche diatriba del passato. Acireale, squadra che lotta per la salvezza, che in trasferta ha ottenuto pochissimi punti quest’anno, vincendo solo due volte.

La partita

Nel primo tempo la Reggina ha il dominio del gioco. Nel senso che fa possesso, mantiene il baricentro alto, schiaccia l’avversario, produce anche azioni da rete. Ma è tutto fine a se stesso. Non serve a nulla. Non porta a nulla. Il portiere si sporca le mani pochissimo. In aggiunta, però, una marea di errori sotto porta, in fase di conclusione, quando – insomma – c’è da buttarla dentro. Non è storia nuova, in realtà, e oggi si ripete. Guida non pervenuto, ma ultimamente non è andata molto meglio neanche con Ferraro.

La realtà è che chi vuole vincere il campionato non può permettersi soltanto due attaccanti e, perlopiù, due attaccanti che non hanno caterve di gol ed esperienza in Serie D tali da vincere un torneo. Anche qui, praticamente, la storia di sempre, a partire da Bolzicco e per finire oggi. Però poi si pensa all’Athletic Palermo e ci si sbilancia sul fatto che non andrà in Serie C perché ha subito tanti gol (parola di Torrisi). I gol però li fa ed è con quelli che vince le partite. E guai a criticare, perché “le critiche sono ridicole”…

Tornando alla partita di oggi, non va meglio – agli amaranto – nella ripresa: Cozza opera il triplo cambio e si protegge, Torrisi attende per le sostituzioni e cominciano a piovere fischi. Perché, se nel primo tempo quantomeno ci si era avvicinati all’area avversaria, nella ripresa la spinta si affievolisce e diventa confusionaria, specie per la tensione e il nervosismo per il gol mancato che – con il passare dei minuti – comincia a pesare. E l’incubo è completo quando, al 93′, in una delle poche occasioni della sfida, l’Acireale passa, con Kean. Si consuma il disastro, è baratro. 0-1, addio promozione, ennesima figuraccia di questa Reggina, di questa proprietà e di chi l’ha scelta. Ma guai a criticare: quello, solo se si è allenatori del PSG e del Manchester City…