“Cordialissimo direttore di StrettoWeb, da reggino, le affido la visione ed il pensiero della maggior parte degli aventi diritto al voto, della città metropolitana di Reggio Calabria. Spero che chi debba capire, capisca. Siamo davvero, davvero esausti… stanchi di essere ‘prigionieri politici’“. Un pensiero piuttosto netto, con allegata una simpatica vignetta. Un mix che fa sorridere e riflettere allo stesso tempo, nato dalla genio ironico e creativo di un cittadino di Reggio Calabria che ha scritto alla redazione di StrettoWeb.
Ai reggini l’ironia non manca, neppure una buona dose di sopportazione, seppur, soprattutto in politica, la sopportazione somigli più a un’assuefazione. E chissà che visti gli ultimi risvolti tra il come back di Castorina, neanche fosse il cattivo dimenticato a metà del primo film che ritorna a sorpresa nel sequel; le mille e una nomina di Versace; le primarie fuffa dalle quali Nucera si è chiamata fuori; la popolazione si sia svegliata.
Quel che è certo, è che il suddetto limite di sopportazione sembra essere stato superato da tempo. Nella simpatica vignetta del nostro lettore, si vede un candidato sindaco che, in vista delle imminenti elezioni di fine maggio, si lancia in un accorato appello in quel di Piazza Italia. “Se prometto poi mantengo“, afferma citando Ambra Angiolini, specificando però che “la città m’appartiene“.
La gente ascolta attonita alla performance, qualcuno ironizza “ma è Italia’s Got Talent?”. E alla fine, lo smacco più grande: niente applausi, niente fischi, solo silenzio. Tutti se ne vanno, ignorando il candidato, stanchi ormai delle troppe promesse che hanno trasformato la politica reggina in un talent show.
