Un fatto increscioso si è verificato ieri durante la partita tra Messina ed Enna, persa vergognosamente e rovinosamente dai padroni di casa per 2-5. Un episodio che conferma quanto scritto in altro articolo: l’evidente nervosismo mostrato dal Presidente Justin Davis – presente in città e allo stadio – nel corso e al termine della gara. Il fatto ha coinvolto direttamente Giuseppe Munaò, ex dirigente del club e tra i protagonisti del miracolo estivo, con la squadra costruita in 36 ore nonostante tutte le difficoltà ben note. E’ stato lo stesso Munaò a denunciare quanto accaduto. “Ieri, come tutte le domeniche in cui il Messina gioca in casa, sono andato allo stadio” esordisce. “Dopo aver pagato 54,06 euro per tre biglietti di tribuna, mi sono accomodato, insieme a mia moglie e a mio figlio, nel mio solito posto in Tribuna A”.
“Appena iniziata la partita si è capito subito che sarebbe stato un brutto pomeriggio per il nostro Messina. In trentuno minuti eravamo già sotto di tre reti. A quel punto mi sono alzato e ho detto a mia moglie e a mio figlio di andare via, perché il presentimento di una vera e propria imbarcata era ormai evidente” continua Munaò. “Arrivato verso l’uscita, all’altezza della tribuna, dove c’era già gente che mugugnava per il risultato, ho detto ad alta voce, gesticolando verso il campo: ‘fa giocare gente come xxxx e lascia in tribuna giocatori come yyyy’. Nel dire questa frase, il mio sguardo si è incrociato con quello di Morris Pagniello e Justin Davis. Dopo aver espresso questo mio pensiero ad alta voce, sono andato in bagno per espletare un bisogno impellente”.
Ma qui arriva il “bello”. “Sentivo dei rumori dietro la porta e, all’uscita dal bagno, sono stato bloccato da uno steward che mi invitava a calmarmi e a uscire fuori dall’androne della tribuna. Non capendo cosa stesse succedendo, ho chiesto da cosa avrei dovuto calmarmi, considerato che non ero per nulla agitato. Nel frattempo mi è stato impedito di riprendere il mio posto in tribuna e, dalla radiolina, sentivo qualcuno che chiedeva di bloccarmi, perché da lì a poco sarebbe arrivata la polizia per identificarmi“ sono gli incredibili dettagli forniti da Munaò.
“Nel giro di qualche minuto, neanche fossi uno di quei manifestanti violenti di Torino, mi sono ritrovato con più di dieci poliziotti e carabinieri attorno (persone gentilissime), i quali hanno chiesto i miei documenti e quelli di mia moglie, senza però fornire alcuna spiegazione su ciò che stava realmente accadendo”.
“Il Presidente Davis avrebbe cercato di raggiungermi”
“Solo in un secondo momento – aggiunge stupito l’ex dirigente – ho realizzato quanto segue: il presidente Davis, a quanto pare, dopo la mia esternazione sul gioco dell’allenatore, avrebbe cercato di raggiungermi, ma io ero già in bagno, come detto prima. Poco dopo ho ricevuto un messaggio WhatsApp dallo stesso presidente che diceva: ‘se hai qualcosa da dire, dimmelo in faccia’. Ebbene sì, caro Presidente, le vorrei dire che in Italia ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, sempre nel rispetto altrui. Peraltro nessuna frase è stata rivolta alla sua persona, né tantomeno mi sono permesso di offendere qualcuno nella mia esternazione”.
“Tuttavia c’è un problema causato da qualcuno che non è adatto a ricoprire il ruolo di addetto alla sicurezza o che ha agito in malafede, scatenando una vera e propria caccia alla mia persona e facendomi fare una figura meschina davanti alla mia famiglia e alla gente. Caro Presidente, ieri è stata una giornataccia per tutti i tifosi messinesi e lei, a maggior ragione, ha dato dimostrazione della sua rabbia anche dentro gli spogliatoi. Io, come lei sa, ho dato un grosso contributo alla costruzione di questa squadra; come lei vorrei vincere ogni domenica, ma non sempre accade e a volte si perde anche in modo rovinoso. Da ogni sconfitta si impara qualcosa e spero che ciò possa avvenire dopo questa domenica. Le auguro una salvezza tranquilla e, come sempre, Forza Messina” conclude amaramente Munaò.
