Firma 27 punti, si carica la squadra sulle spalle da leader, chiude da MVP. Marco Laganà mette nome, cognome e faccia sulla vittoria della Viola contro Catanzaro. In conferenza stampa, il talento reggino ha analizzato così la gara: “siamo partiti contrati, non bene come facciamo di solito in casa, la squadra ha reagito bene anche sotto di 17, siamo stati bravi in difesa, abbiamo sporcato linee di passaggio e giocato in contropiede. Sapevamo che erano una squadra fisica, forti a rimbalzo, ma siamo stati bravi a rimetterla in piedi, nonostante qualche errore nostro, potevamo chiuderla prima.
Gli stimoli penso non ci manchino. Abbiamo stimoli importanti. Pensiamo di partita in partita. Anche a Bari siamo partiti a rilento, prima con Monopoli siamo partiti 24-4, con Ragusa e a Corato siamo partiti forte, il nostro marchio di fabbrica è partire a mille, oggi non ci siamo riusciti, complice anche il fatto che Bari e Catanzaro usano la zona, rallenta, i nostri ritmi, l’importante è stata la reazione della squadra, l’importante è stato chiudere il girone d’andata con una vittoria.
Il mio avvio? Vuol dire che la squadra era forte già da prima, i ragazzi sono validissimi, persone fantastiche, integrarmi è stato facilissimo. La squadra aveva bisogno di un tassello mancante, a questo punto ero io, ma la squadra era forte“.
Rispondendo alla domanda di StrettoWeb sul suo essere leader in campo, Laganà ha dichiarato: “grazie innanzitutto. È una cosa che ho sempre fatto negli anni, in tutte le squadre in cui ho giocato. Oggi risalta il fatto che ho segnato tanti punti, ma non è importante quello, ormai sono grande abbastanza, ho fatto 33 anni la scorsa settimana, sono qui per cercare di aiutare la squadra, facendo la cosa giusta, fare canestro, fare una difesa. Oggi la cosa di cui sono più orgoglioso sono la palle che ho sporcato nel terzo quarto per andare in contropiede. Poi i punti in attacco vengono da sé, abbiamo trovato energia dalla difesa“.
Simpatico il siparietto su un fallo di 5 secondi fischiato in maniera, per così dire, rivedibile dagli arbitri: “sapevo che se sono in posizione d’attacco e l’avversario non mi pressa, posso tenere la palla in mano. Poi se già avevo palleggiato, fermo il palleggio e non faccio niente, sono 5 secondi. Ma se posso tenere il palleggio vivo… l’arbitro mi ha consigliato di leggere il regolamento, lo farò“.
Sul rapporto con Fernandez, Laganà spiega: “quando si hanno persone intelligenti in squadra, puoi anche non allenarti. Sono stato fermo fino a venerdì malato a letto, ma quando hai gente intelligente è facile giocare. Manu è un professore della pallacanestro, sa dove mettere la palla, anche Clark, sono due playmaker fortissimi per la categoria, sono valori aggiunti per noi“.

