La Viola batte Catanzaro in rimonta e fa suo il derby di Calabria. Coach Cadeo in conferenza stampa ha dichiarato: “l’inizio della partita, nel primo quarto, abbiamo subito una partita atletica, d’intensità, non ci siamo fatti trovare pronti. Non avendo dei 5 di ruolo, sono partiti con 3 mezzi lunghi, avevamo missmatch vicino a canestro. Siamo organizzati per queste situazioni, ma c’è mancato il giusto approccio o non pensavamo a una gara così fisica. Piano piano abbiamo capito che se non mettevamo dentro energia e forza sarebbe andata male, su questi binari. Abbiamo cambiato la difesa che ha rotto un po’ i meccanismi di Catanzaro, a volte è una questione più mentale che tecnica, è cambiata la partita. Abbiamo mantenuto questo tipo di difesa per tutta la partita, siamo stati bravi a mante“.
Rispondendo alla domanda di StrettoWeb, se fosse più scontento per l’inizio di gara con il freno a mano tirato, o più contento per la reazione del secondo tempo, il coach ha dichiarato: “un po’ tutte e due. In altre partite contro squadre forti siamo partiti bene, ma ogni gara ha storia sé. Si gioca sempre bene, ma ci possono essere problematiche, gli avversari sono diversi. Chi ha giocato lo sa: a volte gioco contro persone che soffro, poi la partita dopo ho un avversario per cui ho massima fiducia e gioco diversamente. La reazione è la cosa positiva che ci dobbiamo prendere. Noi in panchina glielo diciamo, difendiamo, andate a rimbalzo, poi bisogna farlo, non è scontato“.
Sui cambiamenti a roster, coach Cadeo ha dichiarato : “squadra trasformata perchè avevamo due giocatori con caratteristiche diverse, andavano bene per la squadra dell’anno scorso. Quest’anno abbiamo caratteristiche diverse, questo cambiamento ha portato nella squadra un’idea chiara, magari prevedibile, ma con giocatori che cercano di giocare sulle letture più che su intensità, pressing, più istintivi“.
Su piano partita e rotazioni, coach Cadeo ha dichiarato: “il piano partita lo avevamo chiaro tutta la settimana. In attacco non siamo riusciti a fare quello che volevamo fare. In difesa, tranne il primo quarto in cui è stata questione di attitudine. Rotazioni? Ogni partita è storia a sé, ci sono falli, cambi, chi entra e non è in partita. Uno che entra dalla panchina e gioca bene non è ‘un cambio’, sta bene e gioca di più. Poi dobbiamo adattarci agli avversari e trovare cosa può fare la differenza“.
Sul roster, la chiosa finale, con una carezza a Fiusco: “i giocatori devono essere coscienti delle loro qualità e dei loro limiti, è maturità, devono sapere cosa fare in campo. Simone è un esempio bellissimo, doveva essere un cambio, ma in palestra fa bene, ha un obiettivo che è quello di lavorare, è maturo per capire di essere protagonista o meno ogni partita, ma non lo condiziona tutta la settimana“.

