Vergogna a Reggio Calabria: ragazzi costretti ad allenarsi al… Ce.Dir. Così in città continuano a calpestare lo sport | FOTO

Un gruppo di giovani tesserati dell'Atletica Olympus si è allenata al... Ce.Dir. Giubbotti e zaini per terra e via di corsa tra i viali alberati di un palazzo di norma adibito ad altro

Avremmo potuto scrivere “ennesima” vergogna. Ma il termine “ennesima”, ormai, ha perso talmente tanto di significato che ci rifiutiamo anche di scriverlo. Basta “vergogna”, da solo. Basta “vergogna” e basta raccontare l’accaduto per far capire come oggi, a Reggio Calabria, lo sport non sia stato solo calpestato – come benignamente abbiamo scritto nel titolo – ma sia stato praticamente umiliato, deriso, distrutto, praticamente ucciso. Dalle piccole società sportive alle strutture inesistenti, fatiscenti, malfunzionanti, chiuse o inagibili, fino alle più grandi squadre cittadine ad annaspare in quarta serie. E poi, giustamente, basta qualche vittoria per tornare ad esaltare il grande Ballarino.

Ma questa è un’altra storia. La storia di oggi riguarda un episodio clamoroso. Un gruppo di giovani tesserati dell’Atletica Olympus, infatti, come si può vedere dalle immagini a corredo dell’articolo, si è allenata al… Ce.Dir. Sì, avete capito bene. Avete visto bene. Giubbotti e zaini per terra e via di corsa tra i viali alberati di un palazzo di norma adibito ad altro. Ma il problema è che questi giovani atleti non hanno dove altro allenarsi. Il campo Coni è fermo per dei lavori infiniti e così, finora, i ragazzi si stavano allenando al campo da baseball del Viale Messina. Anche quello però, da ieri, è stato dichiarato inagibile, all’improvviso, senza che nessuno sappia il motivo.

Le condizioni, manco a dirlo, sono pietose. Ovviamente. Gli spazi esterni al palazzo non sono adatti per fare sport. E non ci sono neanche bagni in caso di necessità. Per fortuna la volontà dei ragazzi è più forte di qualsiasi ostacolo, anche impossibile, ma è chiaro che non sono queste le condizioni civili per cui dei giovani ragazzi – volenterosi e appassionati – siano costretti a praticare sport nel 2026. Un’assurdità che si somma a tante altre – e ci fermiamo allo sport – di questi oltre undici anni di Governo Falcomatà.

Alcuni di queste, e non per niente, le abbiamo menzionate all’interno di un approfondito articolo pubblicato ieri riguardante le macerie lasciate da questi due mandati. Anche, e molto, nello sport. Quante società, negli anni, specie di basket e volley, hanno denunciato attraverso StrettoWeb la mancanza di strutture adeguate? Strutture spesso occupate dai migranti o inutilizzabili per gli allagamenti dovuto a qualche goccio di pioggia. Strutture spesso inagibili, oggetto di lavori infiniti, iniziati, annunciati e mai conclusi. E’ il degrado di una città che oggi si trova agli ultimi posti anche nel calcio e nel basket. E’ il degrado di una città che non ha saputo far esprimere atleti di alto livello tra i tedofori della Fiamma Olimpica che ha sfilato in città prima delle feste. E che si lamenta pure quando denunciamo le situazioni di precarietà dello sport cittadino…