Sono sindacati che si occupano di lavoro, sono associazioni ambientaliste e sociali. Che cosa c’entrano con la Giustizia? Che cosa c’entrano con la politica che si mischia alla Giustizia? Non lo sappiamo, quel che sappiamo è però che hanno aderito alla nascita di un Comitato per il No al Referendum. I rappresentanti di CGIL, ANPI, ACLI ARCI, AUSER, Legambiente e Libera della Città Metropolitana di Reggio Calabria, che a livello nazionale fanno riferimento ai fondatori del Comitato Referendario Società Civile per il NO alla riforma Nordio, si sono infatti riuniti in data odierna e hanno deciso di promuovere “Il Comitato Società Civile per il NO al referendum costituzionale sulla giustizia – città Metropolitana di Reggio Calabria”.
Guarda caso, tutte associazioni e sindacati appartenenti al mondo di Sinistra. Perché… sì, senza troppo girarci attorno, la CGIL è ormai diventata una costola della Sinistra, quella che con il suo massimo rappresentante accusa il Governo e le sue scelte un giorno sì e l’altro pure. Anche se, in realtà, dovrebbe occuparsi di lavoro e di difendere i diritti dei lavoratori. Anche in questo caso, però, entra a gamba tesa – senza richiesta – nel dibattito pubblico e in questo caso in quello giudiziario. Lo fa con ANPI, con Libera, poi con Legambiente (che nasce per tutelare l’ambiente), con AUSER (che si occupa di favorire l’invecchiamento.
Insomma, con la Giustizia non c’entrano nulla, ma sono a Sinistra, stanno a Sinistra, e quindi devono veicolare il messaggio dei grandi partiti (PD e M5S su tutti) sul no al Referendum. Per fortuna, almeno questa volta, non per tutti c’è l’ideologia e tanti a Sinistra hanno dichiaratamente espresso il loro sì alla riforma. “Il Comitato è aperto a tutte le associazioni, i movimenti e i partiti politici, alle personalità del mondo accademico e della cultura e ai singoli cittadini che si battono per il NO alla riforma costituzionale voluta dal Governo sulla separazione delle carriere dei magistrati e del Consiglio Superiore della Magistratura” si legge in una nota.
L’incubo Ponte sullo Stretto spunta anche qui
Non poteva mancare, ma non siamo sorpresi, un passaggio sulla Corte dei Conti e su quel Ponte sullo Stretto che ogni tanto fa bene citare. “Una riforma che non affronta i veri problemi della giustizia ma stravolge la Costituzione in merito alla separazione dei poteri dello Stato, mina l’indipendenza della Magistratura sottoponendola al condizionamento del Governo (di quello attuale e di quelli che ad esso succederanno) e indebolisce i controlli su chi esercita il potere. Che questo sia l’intento lo dimostra anche, proprio in questi giorni, l’entrata in vigore della legge che depotenzia le funzioni della Corte dei Conti e i suoi controlli sui danni arrecati alla pubblica amministrazione. Una legge voluta dal Governo dopo che la magistratura contabile ha bocciato la parte economica e procedurale del progetto sul Ponte sullo Stretto” si legge. Peccato che la riforma nasca ben prima di questo Governo e ben prima dell’idea di riprendere il progetto sul Ponte.
Si legge ancora: “il Comitato nasce per contribuire a informare correttamente la pubblica opinione sui contenuti della riforma e sulle sue possibili ricadute sull’equilibrio tra i poteri dello Stato, sull’indipendenza della Magistratura e sulla tutela dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. Per questo abbiamo deciso di organizzarci come società civile e promuovere il NO al referendum.
Nel corso della campagna referendaria il Comitato promuoverà assemblee pubbliche, incontri informativi e momenti di confronto sul territorio con l’obiettivo di favorire una partecipazione consapevole e democratica”.
I promotori del Comitato annunciano, per mercoledì 28 gennaio alle ore 10:00, presso l’E Hotel di Reggio Calabria, “una conferenza stampa alla quale sono invitate tutte le associazioni, i movimenti e partiti politici, le personalità della cultura e i singoli cittadini, che condividendone ispirazione e intenti, vogliono aderire al costituendo Comitato”.
