L’Alzheimer della sinistra: ossessionata dal fascismo, ma con Gaza ha perso la Memoria

Che senso ha celebrare la Memoria se poi, per Gaza, si condannano gli ebrei, si fomenta la violenza e ci si comporta come i fascisti di cui si è tanto ossessionati?

Oggi, martedì 27 gennaio, si celebra il Giorno della Memoria, una data che segna profondamente la storia dell’uomo. È la giornata in cui si ricorda il dolore e la sofferenza delle atrocità perpetrate dal regime nazista, si omaggia la memoria delle povere vittime di un genocidio cruento, ricordo che fa da monito affinchè tali atrocità non si ripetano mai più. Un momento di riflessione che mette la politica davanti a un esame di coscienza.

Giorgia Meloni, nel suo discorso odierno al Quirinale, ha condannato la complicità del regime fascista su deportazioni e ignominia delle leggi razziali. Un discorso coerente con le posizioni della destra italiana che, ormai da tempo, ha preso le distanze da ogni forma di vicinanza al fascismo.

Anche la sinistra italiana ha parlato di Memoria, di lotta antifascista, di azioni concrete che non permettano di far scadere il 27 gennaio in un mero esercizio di retorica fine a se stesso. Peccato che la stessa sinistra soffra di Alzheimer e, solo qualche mese fa, la Memoria che oggi celebra l’aveva ‘dimenticata’ per costruire consenso elettorale.

ProPal, Gaza e i problemi di Memoria

Di Gaza, misteriosamente, nessuno parla più. Del resto, la pace costruita dalle destre mondiali attraverso diplomazia e non violenza ha dato i suoi frutti. Eppure, solo qualche mese fa, la situazione era decisamente diversa e fa sorridere oggi pensare che quelle stesse persone che applaudivano la Flotilla di Hamas, oggi celebrino la Memoria.

La sinistra italiana ha scelto di cavalcare l’onda delle proteste di piazza, di dare sostegno ai ProPal, di condannare Israele dimenticandosi della controparte di Hamas, del 7 ottobre 2023, del fatto che al tavolo delle trattative non siedano madri e bambini, ma i membri di un’organizzazione terroristica riconosciuta a livello internazionale che non si è fatta scrupoli a usare la propria gente come scudi umani e poi trucidare chi, senza prova né processi, è stato accusato di aver collaborato con Israele.

Una narrazione distorta del conflitto israelo-palestinese, monca, travisata dalla propaganda di Hamas che ha trovato sponda proprio tra media, influencer e politici di sinistra. Milioni di persone a cui è stato fatto il lavaggio del cervello da video fake cancellati in fretta e furia, Flotille in cui anche Greta Thunberg ha preferito prendere le distanze da un direttivo che accettava a bordo organizzazioni filoterroristiche, ma discriminava i membri LGBTQI+. Roba di cui Joseph Goebbles sarebbe fiero.

Ed è consequenziale: dalla propaganda nasce la deriva. Si è passati dalla violenza verbale, con le scritte sui muri che invitavano a “sparare alla Meloni” e “appendere Salvini“, finendo per dare del genocida a Mattarella, alla violenza vera e propria con ebrei picchiati in strada, esclusi dalle università, insultati e boicottati durante manifestazioni pubbliche, artistiche e sportive. Per non parlare della devastazioni avvenute durante le proteste di piazza con diversi milioni di danni.

Un ragazzo di Tel Aviv, un giocatore israeliano, un politico italiano ebreo, non avevano più diritto di stare in Italia perchè automaticamente complici del “genocidio”. Anche chi, italiano o straniero, qualsiasi fosse la sua religione, si è espresso in maniera opposta alla narrazione unilaterale su Gaza, è stato automaticamente tacciato come pro Israele e quindi da mettere alla gogna.

Propaganda, segregazione, repressione della libertà, uso della violenza, imposizione del pensiero unico: non vi fanno venire nulla in mente? Sono gli ingredienti base di ogni dittatura. Ed è assurdo che oggi siano espressioni di una radicalizzazione della sinistra che per anni ha usato lo spettro del fascismo per attaccare la destra. Oggi che la comunità ebraica si sente minacciata dalla sinistra e difesa dalla destra in un ribaltamento storico senza precedenti e, francamente, inimmaginabile qualche decennio fa.

Dopo aver chiamato ‘nazisti’ gli ebrei a causa dei risvolti della guerra a Gaza, come può la sinistra parlare di Memoria, fare la morale sull’antifascismo, affermare che il ricordo serva affinchè “certi avvenimenti non si ripetano più“? Si stanno ripetendo anche oggi, nel 2026, in cui gli ebrei se vengono massacrati dai tagliagole e si difendono con la forza, vengono demonizzati, odiati e messi in croce per cavalcare l’onda del consenso politico.

E per l’Alzheimer? Aducanumab e una preferenza elettorale in più, il problema della Memoria svanisce.