Ci si sarebbero aspettate delle scuse, ma non sono arrivate. Alibi, classica arrampicata sugli specchi. E pure rabbia. Rete 4, nello specifico gli inviati di Quarta Repubblica, questa sera ha diffuso un servizio in cui ha provato a interpellare Gratteri in merito alla fake news diffusa su Giovanni Falcone, relativamente a una vecchia intervista (del 1992) concessa a Repubblica. Intervista che non esiste, ma che Gratteri ha letto in diretta nei giorni scorsi. E, interrogato da Rete 4, si è mostrato pure stizzito: “mi saluti Porro”, ha detto con sarcasmo, insistendo: “mi state disturbando”, quando la giornalista stava semplicemente facendo il suo lavoro, chiedendo i motivi di questo errore.
A commentare tutto questo, gli ospiti in studio, tra cui i giornalisti Sallusti e Leganza. “Ai Magistrati non appartiene la logica di chiedere scusa, perché sono loro a giudicare. I Magistrati si sentono al di sopra delle parti, non ammettono di avere sbagliato. Loro sono così anche sul lavoro. Le fake news sono sempre esistite, ma nascono per orientare l’opinione pubblica. Nessuno sa o ricorda cosa potesse dire Falcone nel 1992, ma a furia di dirlo sempre ci si crede. E’ propaganda” ha detto Sallusti.
Ginevra Leganza, de “Il Foglio”, ha intervistato Gratteri dopo la gaffe: “dopo l’intervista a noi, Gratteri si è addentrato in congetture e speculazioni. Lui continua a dire che se oggi Falcone fosse vivo la penserebbe così”.

