Due operatori con telecamere e videocamere volte a celebrare lo storico momento; tutta la squadra con lo staff tecnico raccolta in un abbraccio trionfale nel cerchio di centrocampo. Le facce dei protagonisti che urlano stile All Blacks nella finale dei Mondiali di Rugby. Non è il Napoli di Spalletti che ha appena vinto il terzo scudetto della sua storia, il primo senza Maradona. E neanche l’Inter di Mourinho che epicamente alza la coppa dalle grandi orecchie. Stiamo parlando della Reggina di Ballarino che ha appena espugnato lo stadio Mazzola di San Cataldo, paesello di 20 mila abitanti in provincia di Caltanissetta. Una vittoria importante, certo, dopo tre sconfitte consecutive e il cambio di allenatore. Ma non tale da giustificare questi modi e questi toni, degni di chi – evidentemente – la Reggina non ha idea neanche di cosa sia.
Esultare così per una vittoria con la Sancataldese è imbarazzante
Ribadiamo il contesto: bassifondi della serie D, contro una squadra tipica dei dilettanti che ogni anno lotta in zona play out. La classifica diceva fosse uno scontro diretto per la salvezza, appunto. La Reggina ha vinto, come la scorsa stagione (0-1 a maggio 2024), e come due anni fa (0-2 a dicembre 2023). Stavolta però è stato un miracolo: ha sofferto fino all’ultimo istante, probabilmente i padroni di casa avrebbero meritato almeno il pareggio, di certo la Reggina ha fornito l’ennesima prestazione umiliante di una stagione fin qui persino peggiore dei disastri delle due precedenti.
Adesso, senza entrare minimamente nel merito del contesto tecnico, del valore degli avversari, dello scenario della classifica che rimane mortificante, il punto che siamo costretti ad evidenziare è un altro. Ed è ancorato alla realtà. Una realtà con cui nell’ambiente Reggina in molti hanno perso il contatto. Esultare così e celebrare così una vittoria con la Sancataldese è imbarazzante e mortificante, per la Reggina, per la sua storia, per la sua grandezza, per la sua tifoseria, per la sua città.
Non c’è proprio nulla di festeggiare nel disastro di una Reggina undicesima in classifica
Doveva essere una banale passeggiata, un pic-nic domenicale con uno 0-7 annesso alla visita nel nisseno, e pronti via verso la serie C due anni fa. E invece siamo a San Cataldo per il terzo anno consecutivo e festeggiamo perché abbiamo vinto questa partita per il terzo anno consecutivo. Almeno risparmiateci i video celebrativi per tutta la settimana. E rinviate i festeggiamenti (anche con più sobrietà) soltanto al giorno in cui sarete in grado di vincerlo davvero questo campionato. Perchè oggi non c’è proprio nulla di festeggiare nel disastro di una Reggina undicesima in classifica al terzo anno consecutivo di serie D, con 7 punti in meno della squadra di Barcellona Pozzo di Gotto, 5 in meno della squadra di Torre Annunziata e della seconda squadra (!!) di Palermo, 4 in meno delle squadre di Vibo Valentia e Caltanissetta.

