Ve le siete bevute tutte per oltre due anni. Nonostante i precedenti. Quello che è successo con Gallo e soprattutto poi con Saladini, evidentemente, non è servito a nulla. Lo ricordate, il “genio della finanza” che ha fatto scomparire la Reggina dal professionismo per la seconda volta in otto anni? Eppure durante tutta l’estate del 2023 mentre si consumava quel disastro, voi fantasticavate di complotti del palazzo, e “Gravina infame“, e “mio cugino avvocato mi ha detto che…“, fandonie varie. Ve le siete bevute tutte, nonostante alcuni giornalisti scrivessero quotidianamente come stavano le cose. Preferivate credere ai “comunicati ufficiali“. Chi diceva, invece, la verità?
Poi, però, è andata ancora peggio. Siete cascati nel bieco gioco della politica, che per scelta di partito ha respinto gli investimenti miliardari di Bandecchi. Avete preferito Ballarino, voi tutti, tifosi compresi. Giornalisti asserviti inclusi, che solo in serie D riescono a strappare un’intervista. E in questa melma di mediocrità ci sguazzano. Se in tutte le città del mondo, la politica lavora per attrarre investimenti, a Reggio Calabria al contrario il Pd ha respinto Bandecchi per logiche di natura politica e ha compromesso gli interessi della città dando priorità a quelli del partito. E oggi è troppo tardi per prendersela con Ballarino, perchè questo disastro è nato dentro le stanze di Palazzo San Giorgio.
E’ stato Brunetti a preferire Ballarino a Bandecchi, con il sostegno esplicito dei tifosi. E’ stato Brunetti a confezionare, con il collega Versace, un’operazione torbida: l’incontro di Catania due settimane prima del bando, la parentela tra il consigliere Califano e il presidente Minniti, poi la scelta della Fenice al posto di Bandecchi, appunto. E’ come se Carminello potesse scegliere se passare una notte con Taylor Swift o Rosy Bindi, e scegliesse Rosy Bindi.
E hanno fatto tutto questo semplicemente per avere in mano la Reggina, per gestire il potere, per far giocare figli e nipoti tra prima squadra e giovanili.
Il disastro della Reggina e lo spettro della retrocessione in Eccellenza
Doveva essere un incidente di percorso, la Reggina in serie D. Una tappa obbligata, di passaggio. Come tutte le altre squadre paragonabili alla Reggina, subito promosse in C dopo il fallimento e la ripartenza dalla serie D: il Catania nel 2023, il Novara nel 2022, il Palermo nel 2020, il Bari e il Cesena nel 2019, il Parma nel 2016, il Siena nel 2015, la Salernitana nel 2012, il Perugia nel 2011.
E invece la Reggina è ancora qui, per il terzo anno consecutivo. E non è finita. Il primo anno ha vinto il Trapani, e gli avete dato l’alibi della partenza in ritardo. Il secondo anno ha vinto il Siracusa, e ve la siete presa persino con gli arbitri. Ancora una volta, avete urlato al complotto, coprendovi di ridicolo e dimostrandovi totalmente miopi di fronte alla verità. E cioè che la Reggina è stata distrutta dalla peggiore politica, e in queste mani, con questa società, con gente come Ballarino, come Praticò, non vincerà mai la serie D. Mai. Neanche se gioca da sola, neanche se non ha avversarie. Come quest’anno.
Ve le siete bevute tutte anche quest’estate, per il terzo anno consecutivo. La “super corazzata“, i “grandi colpi“, i “lussi per la categoria“, la “super favorita“. Neanche un po’ di fantasia rispetto a uno e due anni fa. Sempre i soliti ritornelli. Tutti ubriacati dalle solite cazzate. E invece dopo 8 partite la squadra ne ha perse 4, è peggio, molto peggio, sia di uno che di due anni fa. Al Granillo hanno vinto Gelbison e Vigor Lamezia, la Reggina ha perso in modo umiliante a Favara (se non sapete dove si trova non siete scarsi in geografia) con tale Castrumfavara, e persino il derby dello Stretto contro un Messina già dichiarato fallito dal Tribunale, con 14 punti di penalizzazione in classifica e una squadretta di ragazzini svincolati presi in due giorni a metà settembre. Altro che il ritardo di Ballarino due anni fa.
E state continuando a bervele tutte come gli allocchi. Su StrettoWeb vi chiamiamo così da due anni, perchè è semplicemente una fotografia della realtà. Due settimane fa durante la vergogna con la Gelbison, avete persino fischiato la Curva che – seppur con grave ritardo – dopo due anni aveva finalmente iniziato a contestare. Aveva finalmente iniziato a difendere la Reggina. E oggi Brunetti si permette di urlare a un tifoso che “devi incitarla lo stesso, cazzo“. Dopo l’ennesimo scandalo.
Chissà perchè lui è sempre lì, in prima fila, in Tribuna Vip. Ballarino, almeno, ha un briciolo di dignità ed è scappato a fine primo tempo. In certi casi, meglio non farsi vedere. Adesso è troppo tardi per prendersela con lui. Dovevate farlo due anni fa, invece gli avete tenuto il sacco. A lui e a Brunetti, a Versace, a Falcomatà. E adesso vi tenete questo schifo.
L’Eccellenza la meritate davvero, la classifica della Reggina non è altro che lo specchio della città. Una città in cui il RUP del Granillo, funzionario comunale, Eleonora Megale, si scaglia contro un giornalista che sta regolarmente riprendendo personaggi pubblici in luogo pubblico, pur di non far vedere le urla di Brunetti contro un tifoso. Una città in cui ogni volta che pensi di aver toccato il fondo, qualcuno riesce ad andare ancora più in basso.
Non vergognatevi di questa Reggina, è ciò che vi meritate. Se vi fa vergognare, vergognatevi di voi stessi. Di quando avete fatto l’abbonamento, allo stadio e alla TV, sostentando la sopravvivenza di questa società e quindi prolungando il disastro della Reggina. Di quando li avete difesi, li avete compresi, li avete appoggiati, prendendovela con i giornalisti di StrettoWeb o del Dispaccio o di Leggende Amaranto, gli unici a mantenere sempre la schiena dritta. La retrocessione in Eccellenza sarebbe esattamente ciò che vi meritate, per come vi comportate, pubblico, tifoseria, politica comunale, fantomatici giornalisti ridotti a lecchini del nulla.
Che tristezza, Reggio Calabria.

