Nella serata di ieri è andato in scena Italia-Israele, match valevole per le qualificazioni ai Mondiali di calcio 2026. Gli azzurri hanno vinto 3-0, pur con qualche grattacapo, trascinati dall’ottimo Retegui e dal gol finale di Mancini che ha reso virale la corsa di Tommaso Buffon (VIDEO). A fine partita, parecchi tifosi italiani ProPal hanno esultato compiaciuti del fatto che, grazie a questa vittoria Israele sia fuori dalla competizione.
Come se fosse una novità o un’impresa. Israele non è una nazione a forte vocazione calcistica e vanta una sola partecipazione a Messico 1970, con un’eliminazione rapida. L’Italia aveva l’obbligo di vincere e blindare i Playoff sperando che non valga il detto “non c’è due senza tre”, viste le ultime due edizioni viste dal divano. Però i ProPal dovranno pur esultare per qualcosa, ora che sono senza Flotilla e che le proteste di piazza, mentre la pace è stata già firmata da quasi una settimana, finiscono per non risolvere nulla e sfociare nella violenza.
ProPal che ieri hanno manifestato a Bologna, in solidarietà con Udine, contro il governo. Ma a Udine non si protestava per fermare la partita Italia-Israele? E perchè a Bologna si chiedevano le dimissioni della Meloni che ha contribuito alla firma della pace a Gaza e che Trump ha voluto fra i leader in Egitto durante la cerimonia della firma del trattato? Un mistero.
In ogni caso, c’è ben poco da spernacchiare Israele, perchè quando non si tratta di pallone, non c’è partita.
L’analisi di “Istituto Liberale”
“Quarta vittoria di fila per l’Italia di Gattuso. Forse nel 2026 riusciremo a rivedere l’Italia ai mondiali dopo due edizioni di assenza. Ma intanto… Sul piano economico abbiamo perso ampiamente! I dati parlano chiaro: dove il libero mercato trova spazio, la crescita economica è reale e sostenuta.
Negli ultimi vent’anni, paesi come Israele – aperti, innovativi e competitivi – hanno registrato tassi di crescita ben superiori rispetto a economie più chiuse e regolamentate. La concorrenza stimola produttività, investimenti e innovazione, abbassando i costi e aumentando la qualità per tutti. Con ciò, siamo comunque lieti della vittoria di ieri!“. Con questo messaggio allegato alla grafica seguente, “Istituto Liberale” spiega come Israele abbia fatto passi da gigante negli ultimi anni, nonostante la guerra.

Israele ha un PIL pro capite superiore a quello dell’Italia; Israele ha visto una crescita economica molto più rapida; ha un debito molto più basso rispetto al PIL; ha una qualità della vita superiore; ha un indice di libertà economica che misura il grado di libertà in un paese riguardo le politiche economiche, come la libertà di fare business, il livello di regolamentazione, la protezione della proprietà privata, e la stabilità macroeconomica, decisamente migliore.
Il governo Meloni ha incassato i dati positivi del FMI sul Pil 2025-2026, ha ottenuto un dato record per l’occupazione nel Mezzogiorno, è pronto a realizzare il Ponte sullo Stretto, gioca un ruolo importante in politica estera come dimostrano i rapporti con gli USA. E gli italiani, evidentemente, hanno ben poco per cui protestare se la motivazione per scendere in piazza non sono i salari o la sanità, ma Gaza e i rapporti economici con Israele che sta messo decisamente meglio rispetto all’Italia.
