Il messaggio è unanime, racchiuso più o meno in una frase: “fate uno squadrone”. Il riferimento è alla Reggina e proviene dai suoi tifosi. Chi dietro una tastiera nei commenti ai post, chi in un video, chi ospite di una trasmissione. Tutti ribadiscono lo stesso concetto, anche più volte e anche ripetendolo fino alla noia. Da quando? Immediatamente dopo essersi resi conto che il ripescaggio non sarebbe stato possibile. Illusi da una società che – come al solito – ha fatto propaganda instillando l’idea che la Serie C sarebbe cosa fatta, per via delle difficoltà di “dieci squadre” (parola del DG Praticò), sono rimasti scottati e, adesso, chiedono lo squadrone per ammazzare il campionato. La frase, poi, ha preso una piega ancora più pressante in queste ore, subito dopo l’annuncio della conferma di Trocini: “ora che lo avete confermato, regalategli una super squadra, perché non può fare sempre miracoli” è il succo del discorso.
La riflessione si è fatta anche molto intensa, in questi giorni, perché a esprimerla non sono stati soltanto semplici tifosi, ma anche personaggi come Alfredo Auspici, Gabriele Martino, Franco Iacopino, legati direttamente e indirettamente alla storia della Reggina. Insomma, l’idea è quella: tutti pretendono – giustamente – una corazzata. I tifosi, però, avrebbero dovuto pretenderla anche due anni fa e l’anno scorso, ma non l’hanno pretesa perché pensavano di averla già, la squadra forte, mentre il campo ha detto tutt’altro. E se oggi pretendono lo squadrone significa soltanto una cosa: che finora non c’è stato, che oggi non c’è. D’altronde, quando StrettoWeb in questi anni affermava questo, aprendo gli occhi su chi effettivamente aveva investito in maniera massiccia (Trapani e Siracusa), c’era chi pubblicava le classifiche di Transfermark eccitato. La realtà, invece, è quella raccontata in questi mesi: se la Reggina è arrivata a sfiorare la vittoria del campionato, i meriti sono per buona parte di Trocini, che è riuscito a tirare fuori il meglio, il massimo, e forse anche di più, dai calciatori in organico, sfruttando soprattutto la buona dose di regginità. Chiunque altro, e lo abbiamo visto prima con Pergolizzi, avrebbe faticato.
Per questo è impossibile pensare che quello di oggi sia uno squadrone e per questo è impossibile pensare che bastino solo alcuni accorgimenti – confermando lo zoccolo duro – per vincere il campionato. Non è così. Eppure il messaggio lanciato in queste settimane è stato questo: “la base è ottima, basta solo qualche innesto”. La verità è che lo zoccolo duro – cioè i “vecchietti” del gruppo – non potranno tirare la carretta all’infinito, anche perché hanno tutti un anno in più. E già quest’anno lo hanno fatto a fatica. Così così fino a gennaio, hanno espresso il massimo nella seconda parte, arrivando oltre i propri limiti e dovendo soccombere con acciacchi vari.
Cosa significa realmente avere uno squadrone
Cosa significa davvero possedere uno squadrone in Serie D? Il concetto è semplice: chi oggi è titolare, buona parte di chi oggi è titolare, dovrà diventare riserva, non giocando tutte le partite ed entrando a gara in corso. Significa che la società avrà acquistato giocatori talmente più forti di chi oggi è titolare, che questi ultimi dovranno servire come rincalzi. Quindi Ragusa, Barillà, Adejo, Barranco, dovranno rappresentare ottime riserve pronte a gara in corso o pronte a sostituire i titolari per farli rifiatare o in caso di squalifica o infortunio.
Non dimenticando che è stato proprio così che il Siracusa ha sbancato Reggio Calabria, vincendo difatti la partita che è valsa una stagione: i ricambi giusti, forti almeno quanto i titolari, hanno garantito al tecnico siciliano di pescare dalla panchina, inserendo forze fresche in grado di sovvertire il pronostico contro una squadra a corto di fiato per via della panchina corta. Avere uno squadrone, dunque, significa andare ad acquistare i Maggio o Foggia, i Cocco o i Kragl, i Candiano, i Convitto, i Palermo, i Montalto. Andare a intercettare quelli che sono i migliori under in circolazione, magari bussando alla porta di qualche big della Serie A per chiedere i migliori Primavera. Significa andare dai procuratori e garantire l’allestimento di una corazzata, potendo contare su ingaggi importanti, così da convincere i migliori ad arrivare sullo Stretto.
Cosa sta facendo (invece) la Reggina
Ad oggi invece vediamo altro, anche se il tempo ancora c’è. L’ufficialità di Trocini è andata un po’ lunga rispetto ai tempi, ma è arrivata oggi ed è un primo segnale importante: non confermare il tecnico sarebbe stato un delitto, oltre che un rischio clamoroso, anche per la scelta dell’eventuale nuovo tecnico, che avrebbe portato di nuovo il club nell’incertezza. Sapere però che Barranco, in scadenza, potrebbe non continuare in riva allo Stretto, rappresenta sì un altro segnale, ma negativo: dovrebbe, ribadiamo, rappresentare un’alternativa in panchina; se invece va via siamo al punto di partenza. E, difatti, la stessa società si sconfesserebbe – non che sia la prima volta – rispetto alla volontà (pubblica) di confermare lo zoccolo duro.
Inoltre, questo silenzio fa riflettere. Dalla fine del torneo fino alla scorsa settimana, i dirigenti societari facevano a gara per andare in radio o in tv a parlare, parlare, parlare. Ora Ballarino, ora Praticò, ora Minniti (e ora Versace e Falcomatà): sempre la solita solfa, esaltando una “stagione straordinaria”, un “risultato prestigioso” e un “sogno Serie C”. Dal giorno in cui le speranze di ripescaggio sono svanite, però, silenzio: non parla più nessuno. E non pensiamo che stiano lì a piangere, chiusi nelle stanze del Sant’Agata, per il mancato ripescaggio. E’ più facile, invece, che questo stallo confermi quanto già scritto in esclusiva da StrettoWeb: qualcosa intorno alla società, intorno a Ballarino, si sta muovendo, relativamente all’interesse di nuovi soggetti. Pur non avendo aggiornamenti rispetto a quella notizia, confermiamo che tra questa, o più probabilmente la prossima settimana, potrebbero registrarsi delle novità.
Intanto, però, a prescindere dagli sviluppi di una vicenda che non è detto abbia un seguito, alla conferma di Trocini deve seguire davvero la costruzione di una corazzata, per non perdere una credibilità che difatti è già sgretolata, in casa Reggina. Reggina che oggi non ha uno squadrone. E questo, ormai, è assodato. Così come è assodato che non è assolutamente normale doversi preoccupare di squadre come Nissa o Athletic Palermo, così come lo si è fatto per Siracusa o Trapani, tutte compagini contro cui la squadra amaranto giocava le amichevoli al Sant’Agata, vincendo 6-0. Ecco, quest’anno l’obiettivo sarà quello: non vincere 4-0 contro il Castrumfavara, ma farlo anche contro le Siracusa di turno.
