Al termine degli interventi preliminari del Consiglio Comunale odierno a Reggio Calabria, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha spaziato su vari argomenti: “ho notato un po’ di nervosismo sugli scranni del Centro Destra, forse anche frutto dell’ultima tornata elettorale sia nella provincia di Reggio che in Calabria che a livello nazionale. Io sarei stato molto onorato di essere paragonato a Totò, che rimane ancora oggi il principale esponente culturale nel panorama cinematografico italiano del dopo guerra”, ha esordito intervenendo in merito al botta e risposta tra Ripepi e Versace. “Noi, mi dispiace consigliere Ripepi, i nastri li taglieremo, già ci sono tantissimi meme di taglio di nastri. Va dato valore al lavoro che c’è stato dietro. Per l’apertura del ponte del Calopinace noi faremo una bella festa, come quando è stato abbattuto il muro di Berlino: ci metteremo chi lato Tempietto, chi lato Parco Lineare e poi ci abbracceremo attraversando il ponte”.
La riflessione sul bilancio
“Per l’approvazione del bilancio ringrazio Battaglia, Consiglio, i revisori, il presidente Cuzzocrea e tutti i commissari – ha aggiunto Falcomatà – Sono d’accordo che su alcune cose bisogna fare di più: penso al bilancio sociale e partecipato o al baratto amministrativo. Non è banale il fatto che il disavanzo si sia dimezzato. La nostra città, con autorevolezza e credibilità, ha risolto i problemi di Reggio e ha anche dato modo ad altri Comuni d’Italia in difficoltà di risolvere i propri, con interlocuzioni coi Governi. Ovviamente, un malato che si rialza, non si riprende da subito totalmente. E’ importante dire da dove siamo partiti. Quando io ero consigliere comunale la ditta Lo Cicero pignorò i lampadari di Palazzo San Giorgio per fondi del decreto Reggio relativi al lungomare di Gallico. Siamo passati da quello a dei risultati, oggi, significativi, seppur da migliorare. Non dimentichiamo che il bilancio poteva diventare deficitario, non lo è diventato perché non si è corso troppo”.
Il sindaco parla delle deleghe
“Le deleghe? Noi non abbiamo mai lesinato di alzare i toni quando c’era da difendere il territorio. Ricordate gli scontri con il presidente Oliverio riguardo alla situazione rifiuti. La Città Metropolitana entra in vigore a febbraio 2017 e il mandato di Oliverio termina nel 2019. In quei due anni di passi avanti ne sono stati fatti, come le deleghe ai trasporti. Invece ora sono stati fatti passi indietro: siamo in attesa delle firme su Atam per i nuovi bandi e la delega sui rifiuti è tornata alla Regione, con tutti i problemi di Arrical. Ora sono cinque anni (uno Santelli e quattro Occhiuto) di governo di centro destra. Ormai lo sappiamo che si aspetterà la fine del nostro mandato, magari diventerà anche oggetto di campagna elettorale. E’ qui, ma solo in questo caso, che si dovrebbe parlare di mistificazione”, ha aggiunto il sindaco.
