La graduatoria per i ripescaggi adesso (da ieri) è anche ufficiale e le speranze per la Reggina si riducono all’improbabile. Eppure, Nino Ballarino continua a parlare di ripescaggio, Serie C, professionismo, quello che avrebbe dovuto guadagnare sul campo e che invece ha miseramente fallito. La Reggina sarà in Serie D per la terza stagione di fila: fatto mai successo nella storia. Il patron, a Radio Febea, continua a sperare nei fallimenti altrui: in campo ha sperato nel fallimento del Siracusa, poi del Ravenna, affinché perdessero entrambe, quando bastava costruire una squadra più forte e vincere il campionato di… Serie D (!), torneo che una squadra come la Reggina dovrebbe stravincere e dominare a mani basse.
Dopo Siracusa e Ravenna, però, è arrivato il momento di sperare nei fallimenti fuori dal campo: “io mi auguro che coloro che possono essere iscritti in Serie C possano fare domanda e poi che la Covisoc eventualmente li respinga”, ha affermato Ballarino chiarendo anche le differenze con la riammissione, come già anticipato da StrettoWeb: “se una squadra non presenterà proprio domanda, si parla di riammissione e non di ripescaggio” e a quel punto la Reggina è fuori dai giochi.
Poi il patron risponde a Ripepi, il quale in una diretta di qualche giorno fa affermava questo: “Ballarino sta pregando e tifando per il Ravenna, affinché possa vincere. Non pensate che stia tifando per il Tau Altopascio. L’incubo peggiore di Ballarino, infatti, è quello di essere ripescato”. Ecco la risposta di Ballarino: “io penso che i parolai è meglio che stiano a casa, a fare cose che fanno pure bene, perché il calcio è un’altra cosa. In questi tre anni a tante persone abbiamo dimostrato che fare calcio non è una cosa semplice. Non abbiamo pensato solo alla prima squadra, ma abbiamo uno dei migliori settori giovanili dopo quelli delle squadre di Serie A e B. Questo mi si era chiesto e questo ho fatto, poi tanta gente è in malafede”. In realtà non gli era stato chiesto proprio questo. E’ stato scelto perché aveva dichiarato in un documento pubblico ufficiale che avrebbe portato la Reggina in Serie B in due anni. Invece, in due anni, non l’ha portata neanche in C.
E quindi parte il vittimismo: “una città come Reggio Calabria non può solo dire ‘tu mi devi portare qua’. Tutti noi dobbiamo andare in Serie C. Non come sento: ‘Ballarino prega, Ballarino spera’. Oggi abbiamo reso la Reggina di nuovo importante, dobbiamo ricordare che era scomparsa. Non siamo andati in Serie A? E che arrivino quelli che la vogliono portare in Serie A, noi intanto la portiamo in Serie C, l’abbiamo fatta partire. Non ho nessuna intenzione di far fallire di nuovo la Reggina”.
In ultimo Ballarino interviene sui legami tra Reggina e politica: “io sono stato indicato, da parte di una fazione politica, per far rinascere una squadra, ma questo non significa che la Reggina è una cosa politica. Io non ho mai detto a nessuno ‘avvicinati o allontanati’. Che anche l’altra parte venga, anziché accusarmi di cose che mi fanno ridere. La Reggina non fa politica“.
