E’ un’impresa. Per il contesto in cui si è operato, per lo svantaggio del fattore campo, per il pari all’andata, per tutta la situazione ben nota da tempo. Sul campo, però, non è un’impresa. Si può fare, si è già fatto. Il Messina, di recente, a Foggia ha già vinto e anche in maniera convincente. E vincere è l’unico risultato possibile. Anche se quella di domani, però, va precisato, sarà una gara ben più delicata – rispetto al campionato – dove ci si gioca una salvezza non solo sul campo. Per questo, nel titolo, abbiamo parlato di “prima impresa”. Perché entrambe, si sa, sono in una posizione disperata a livello societario, pur se diversa. Il Messina è abbandonato, ad oggi, e senza una società, mentre i pugliesi hanno visto il disimpegno del presidente Canonico.
E’ evidente, però, che per entrambe salvarsi significa ben oltre che un semplice mantenimento di categoria. Salvarsi in C significa avere maggiori possibilità di attrarre nuovi investitori, a differenza di una retrocessione in D. Anche perché, ricordiamolo, nella prossima stagione si partirebbe con il segno meno per via delle mancate spettanze federali di aprile. E questo a prescindere dalla categoria. Insomma, a Messina, oggi più che mai, vincere a Foggia assume un doppio valore, nel ritorno del playout.
Quello strano passaggio di Peditto…
A tal proposito, però, ieri è uscito allo scoperto l’imprenditore – Peditto – che già ha parlato col sindaco e che si è fatto avanti per rilevare la società. Ha assicurato un impegno sia in caso di C che in caso di D, anche se ha lasciato intendere qualcosa che non fa altro che alimentare il mistero sulle intenzioni e volontà di AAD Invest.
Il passaggio “incriminato” della nota di ieri è questo: “ho inoltrato una Pec all’Acr Messina, chiedendo una documentazione contabile che ogni acquirente ha il diritto di avere. Ma ricevendo come risposta, non si capisce da parte di chi, non ciò che abbiamo chiesto, ma una specie di ricatto anche offensivo e lesivo di ogni genere di rapporto imprenditoriale tra soggetti interessati a una vendita e acquisizione”. Peditto parla di ricatto offensivo e lesivo da parte di AAD, in seguito alla richiesta di documentazione contabile. Non si capisce bene cosa significhi, anche perché l’imprenditore non va nel dettaglio, ma è evidente che ancora una volta l’attuale proprietà stia facendo di tutto per complicare una situazione già di per sé delicata. Dai silenzi dopo l’acquisizione alle bugie a politica e città, fino ai tentennamenti con Borgosano. La speranza, per la Messina calcistica, è che il raggiungimento della “prima impresa” possa sbrogliare la matassa anche sulla seconda, ancora oggi fitta di misteri.
Pronto il maxi schermo al “Franco Scoglio”
Intanto, dopo i 6 mila dell’andata, i tifosi si preparano a riempire di nuovo lo stadio “Franco Scoglio”. Impossibilitati a raggiungere Foggia, per i divieti imposti, i supporters biancoscudati avranno la possibilità di seguire il match attraverso il maxi schermo installato nel terreno di gioco del “San Filippo”, richiesta avanzata da settimane e approvata nei giorni scorsi.
