“Il Catanzaro non vuole andare ai playoff”: voci assurde in città, il DS Polito convoca una conferenza urgente e chiarisce

Il DS del Catanzaro Ciro Polito ci mette la faccia e convoca una conferenza stampa dopo il periodo negativo della squadra

Ieri mister Caserta le ha definite “scemenze”. Messe in giro in città da qualcuno in seguito ai recenti risultati non positivi del Catanzaro. Che, ribadiamo, il suo obiettivo lo ha ampiamente raggiunto, con merito e con ampio anticipo. Una seconda qualificazione consecutiva ai playoff, comunque vicina, non sarebbe altro che un nuovo miracolo, dopo quello della scorsa stagione e in seguito alla semi rivoluzione tecnica estiva. Però, di recente, qualcuno ha messo in circolo voci in città secondo cui la società non voglia andarci, agli spareggi. Voci che si sono moltiplicate ieri dopo la brutta sconfitta in casa della Juve Stabia.

Questo clima, che rischia di smorzare l’entusiasmo creatosi in città, ha costretto il DS Ciro Polito a convocare per oggi una conferenza stampa urgente, chiarendo alcuni punti.“Penso sia doveroso, nei momenti di difficoltà, che la società faccia sentire la propria voce per spiegare con trasparenza cosa sta accadendo”, le parole del dirigente. “È chiaramente un periodo complicato, e non possiamo far finta di nulla. È altrettanto vero che, dopo risultati rilevanti come una salvezza ottenuta in largo anticipo e un derby straordinario, è plausibile ci sia stato un calo fisico, mentale, o forse un senso di appagamento. Questo non dovrebbe succedere, ma va detto che anche i giocatori sono persone. Certamente cinque punti in otto partite sono troppo pochi. Finora abbiamo fatto prestazioni eccezionali, ma se vengono meno alcuni principi fondamentali, si rischia di diventare una squadra come tante altre”.

Poi la risposta alle voci di cui sopra: “dobbiamo affrontare queste tre partite finali con l’obiettivo di arrivare ai playoff nella miglior posizione possibile. Vivo la città e non posso tollerare che si pensi che non ci sia la volontà di puntare in alto. Non dimentichiamo che per mesi questa squadra ci ha regalato grandi emozioni. Ora non è il momento di puntare il dito, ma di restare uniti per conquistare il traguardo”.

Sui motivi del ritiro, annunciato ieri dal tecnico: “è nato dalla consapevolezza dei ragazzi, dalla loro volontà di restare insieme, non per punire qualcuno. Anche il semplice condividere un momento, come una partita a carte, che oggi si è un po’ perso, invece di restare sempre sul cellulare, può fare la differenza. Questo è un gruppo compatto, che ha fatto un percorso straordinario fino a tre settimane fa, ma non possiamo compromettere tutto adesso. Serve la massima unità, perché solo così, centrando qualche vittoria piena, potremo concludere al meglio il lavoro”.