Peccato. Sì, peccato. Peccato perché alla fine è stata una bella esposizione. Emozionante, coinvolgente, a tratti convincente. Macchiata da un errore. Un grosso errore. Un grave errore. Una cattiva figura. Nel dossier presentato da Reggio Calabria per la candidatura a titolo di Capitale della Cultura 2027, mancano i riferimenti ai milioni che saranno investiti per eventi, iniziative e infrastrutture nel triennio 2025-2027, quello considerato della trasformazione per la città. Quegli investimenti, che nell’audizione pubblica sono stati esplicitati con cifre, numeri, riferimenti chiari, non ci sono però nel dossier, quello che poi conta di più ai fini della scelta finale analizzata dagli esperti.
Nello specifico, oltre 250 milioni per gli investimenti strutturali, tra cui il Museo del Mare, e oltre 8,5 milioni di euro per gli eventi, tra cui quelli estivi e natalizi.
Ma non è la risposta, non è convincente, non è attinente. A tal punto che un altro esperto lo incalza. “Grazie, ma la domanda che volevamo fare era questa. Nell’ottica del bando del Ministero si presenta un calendario di iniziative che hanno un costo e poi si vede anche come arrivano i soldi per coprire questi costi. Nel dossier che avete presentato e in quello che avete detto stamattina ci sono due scenari diversi. Nel dossier che abbiamo noi non sono state esplicitate tutte queste cose. Cosa è successo?“, gli chiede, facendogli chiaramente intendere che non aveva risposto realmente alla domanda e quindi entrando più nel dettaglio.
Falcomatà non può nascondersi più e prova ad arrampicarsi sugli specchi, ma il suo intervento è improvvisato, si trova in difficoltà, immerso in tanti “diciamo”: “è un dossier cresciuto nel corso del tempo. Ci sono degli investimenti ordinari e, diciamo, dopo l’arrivo in finale, già con atti amministrativi, che hanno fatto Comune, Città Metropolitana, Museo Archivio di Stato, Camera di Commercio, diciamo, questo dossier anche nei numeri è inevitabilmente, naturalmente e per fortuna cresciuto. E sarà destinato ad aumentare”. Questa la risposta. Una mezza supercazzola. Il “dossier è cresciuto” cosa significa? Perché quei milioni di euro sono stati illustrati nell’audizione pubblica di oggi ma non sono presenti nel dossier scritto e ufficiale?
La cattiva figura sta nella non risposta, ovviamente. O nella risposta a metà, nella supercazzola. Un gran peccato, a Roma, nella sala del Ministero della Cultura, in uno scenario importante e dopo una bella esposizione. Ma non era l’unica cosa che contava. Gli esperti hanno fatto capire come le voci discordanti tra dossier e audizione non facilitino le analisi nella scelta finale. Cosa, la giuria, dovrà considerare nella decisione finale? Il dossier o l’esposizione? Di seguito il video che ripercorre i passaggi raccontati.
