A fine primo tempo il punto più basso, poi è cambiato tutto. Il pazzo pomeriggio di ieri al Granillo ha portato in dote una vittoria, per la Reggina, in grado di ribaltare il Locri da 0-2 a 3-2. Trocini ha attinto dalla panchina, lo stesso non ha fatto Cozza, che ha atteso l’88’ per effettuare i primi cambi, quattro in una volta. E a fine gara il Presidente della squadra jonica non le ha mandate a dire al suo allenatore, l’ex capitano amaranto.
La sconfitta, anche per come maturata, avrebbe potuto lasciare strascichi forse irrecuperabili al gruppo amaranto, già provato da settimane difficili. Da capire se il successo possa rappresentare una svolta, psicologicamente, ma lo stesso si pensava dopo Vibo. La realtà è che a questa squadra continua a mancare continuità, come manifestato anche dal patron Ballarino a fine gara. Gioca solo un tempo, anzi mezzo tempo. E, se spesso ha giocato meglio il primo, ieri ha trovato slancio nell’ultima mezz’ora, con il gol dell’1-2 nel momento peggiore e l’inerzia sfruttata da nuove forze fresche e fiducia recuperata. Fino all’ora di gioco, però, malissimo, così come a Caltanissetta, nella ripresa col Pompei, in Coppa Italia con l’Enna e non solo.
L’allenatore amaranto sa bene che “o si vince o si muore” e in conferenza stampa l’ha spiegato nel modo migliore possibile. “Eravamo spacciati con lo 0-2, ma è uscito fuori lo spirito dei ragazzi, l’orgoglio. Loro sono i primi a soffrire, l’aria a fine primo tempo non era per nulla buona. Questa squadra può vincere il campionato? Assolutamente sì. Io sono venuto qua, avrei potuto spingere qualcosa in merito al mio contratto, ma io sono venuto per 6 mesi. Se non vinco il campionato come faccio a rimanere? Potevo chiedere un anno e mezzo di contratto ma non l’ho chiesto, non mi interessa niente. In questi 6 mesi dobbiamo vincere il campionato, sennò è giusto che ce ne andiamo via tutti“, ha precisato.
