Il mondo della caccia – tra comitati, associazioni e settore agricoltura – esulta per l’avvio della fase di depopolamento dei cinghiali in zona di restrizione II. Dopo le note di ieri, tra cui anche quella del Consigliere Mattiani, arriva oggi quella dell’ATCRC1, Ambito Territoriale di Caccia. Questa attività, si legge, “permetterà di contenere e ridurre l’invasiva specie cinghiale e soprattutto monitorare l’evolversi del virus della PSA (Peste Suina Africana) attraverso un’attenta attività di contenimento e sorveglianza che permetterà di fornire, agli organi competenti, ulteriori informazioni circa l’andamento del virus e la sua eradicazione dal territorio regionale”.
“Alla luce di questo importante traguardo, l’Ambito Territoriale di Caccia RC1, insediatosi da meno di un semestre, rappresenta la svolta definitiva per la gestione di qualità del territorio di competenza. Tutte le componenti presenti all’interno del Comitato hanno dato un contributo di enorme rilevanza attraverso unità d’intenti e condivisione delle scelte strategiche, il tutto finalizzato ad assolvere i compiti istituzionali che il Comitato stesso rappresenta”.
“Il mondo agricolo con le associazioni rappresentate, l’Anci, le associazioni venatorie (con particolare menzione alla Federcaccia Calabria, nella veste del proprio Presidente Dott. Giuseppe Giordano, da sempre sostenitore della necessità di rendere i cacciatori parte attiva, nonché, fautore di importanti linee di indirizzo fornite a questo Comitato in merito alla gestione di tale emergenza), le associazioni ambientaliste ed i rappresentanti della Città Metropolitana, suddividendosi il lavoro da svolgere per competenze pregresse, hanno raggiunto, sulla scia dell’operato della Presidenza, del Direttivo e delle Commissioni, risultati notevoli, accreditandosi così nelle Istituzioni e attivando, con queste, “tavoli” di confronto e d’incontro indispensabili”, si legge ancora.
“Questo ha reso possibile il poter, in buona parte, esaudire le richieste del mondo venatorio che ha dato dimostrazione di competenza e di valori etici, mettendosi a disposizione per fronteggiare la gravissima emergenza sanitaria legata alla peste suina africana, nonché del mondo agricolo che, quotidianamente si trova a dover fronteggiare gli ingenti danni causati dal proliferare incontrollato della specie cinghiale”.
“Si sottolinea, altresì, che questo Comitato ha già in programma una serie di iniziative, in tutti gli ambiti di competenza, seguendo la strada della pianificazione del lavoro e della progettualità, come ulteriore testimonianza della svolta qualificata, di questo Comitato di caccia che pone all’apice del suo operato la legalità, l’approccio scientifico e l’attenzione massima sugli aspetti giurisprudenziali e sociali”, si chiude la nota.
